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Sapori delle Madonie

Dolci tipici delle Madonie: testa di turco, sfoglio e altri

Dolci tipici delle Madonie paese per paese: testa di turco di Castelbuono, sfoglio di Polizzi, panettone alla manna, biscotti di Gratteri e dove comprarli.

Piazza Margherita a Castelbuono con la fontana, la torre dell'orologio e il porticato della Matrice Vecchia
Formica rufa / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

I dolci tipici delle Madonie sono pochi, molto legati a un paese e quasi tutti riconosciuti come prodotti tradizionali della Sicilia. A Castelbuono c’è la testa di turco, il dolce al cucchiaio delle feste d’inverno, e il panettone alla manna nato in piazza Margherita. A Polizzi Generosa c’è lo sfoglio, la torta ripiena di tuma e cioccolato inventata dalle monache. A Gratteri si fanno biscotti al finocchio, taralle e vastedda fritta.

In breve

Dolce Paese Cos’è Quando
Testa di turco Castelbuono sfoglie fritte e crema di latte alla cannella dall’Immacolata al Carnevale
Sfoglio Polizzi Generosa, Castellana Sicula frolla ripiena di tuma, cioccolato, zuccata e cannella nelle feste, anche in pasticceria
Panettone e lievitati alla manna Castelbuono lievitati con manna, agrumi e mandorle Natale e Pasqua
Biscotti a S Gratteri biscotti con lievito madre e semi di finocchio tutto l’anno, freschi
Taralle (savoiarde) Gratteri biscotti ovali di uova, zucchero e farina tutto l’anno, freschi
Vastedda fritta Gratteri pasta di pane fritta, con zucchero o sale tutto l’anno, sagra ad agosto

La testa di turco di Castelbuono

Cos’è

La testa di turco è un dolce al cucchiaio. La scheda tecnica della Regione Siciliana lo descrive come una stratificazione di sottili sfoglie di pasta fritta e di “una delicatissima crema di latte profumata alla cannella ed al limone”. È nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali.

Nella versione della scheda le sfoglie si fanno con farina, uova intere e strutto. Si tirano sottili, si tagliano in rettangoli di circa 10 centimetri, si incidono con quattro tagli paralleli e si friggono: in cottura le strisce si alzano e si abbassano e prendono la forma di un turbante. Poi si coprono di crema e si spolverano di cioccolato grattugiato.

Altre versioni, come quella della Pro Loco di Castelbuono pubblicata da ilSicilia nel 2020, finiscono con cannella e codette colorate. La ricetta passo per passo è nella guida alle ricette madonite.

Quando si mangia e perché si chiama così

A Castelbuono era il dolce delle feste, dall’Immacolata al Carnevale, racconta ad ilSicilia Luciana Cusimano dell’associazione Amici del Museo Civico. Ogni famiglia ha la sua ricetta e il suo ingrediente segreto, e c’è chi discute ancora se nella crema vada il tuorlo d’uovo.

Sul nome girano due leggende, nessuna documentata:

  • il dolce sarebbe nato per festeggiare la cacciata degli Arabi da parte dei Normanni;
  • le fossette della crema ricorderebbero le fontanelle sulla testa di un neonato non ancora battezzato, quindi “turco”, cioè non cristiano.

Non confonderlo con la testa di turco di Scicli, un grande bignè ripieno legato alla festa della Madonna delle Milizie. La stessa scheda regionale avverte che in molte località dell’isola lo stesso nome indica dolci diversi.

Lo sfoglio di Polizzi Generosa

Cos’è

Lo sfoglio, sfuagghiu in dialetto, è una torta di pasta frolla con un ripieno di tuma, il pecorino al primo stadio di maturazione, cioccolato, zucchero e cannella. Molte ricette aggiungono la zuccata, la zucca candita.

Secondo il sito turistico di Polizzi Generosa lo inventarono tra Seicento e Settecento le monache benedettine dei monasteri di Santa Margherita e di Santa Maria delle Grazie, la Badia Vecchia e la Badia Nuova. La tradizione lega la ricetta alla festa di San Benedetto e a una visita estiva del conte Ruggero: d’estate la ricotta era acquosa e poco buona, e le monache scelsero la tuma che i pastori davano loro per l’uso dei pascoli.

Chiusi i conventi, la ricetta passò alle famiglie. Oggi ogni casa ha la sua versione e lo sfoglio si trova anche nelle pasticcerie del paese.

Una tutela contesa

Lo sfoglio è nell’elenco dei prodotti tradizionali della Sicilia, ma la scheda regionale lo attribuisce a Castellana Sicula, con un impasto lavorato con il vino e un ripieno di mandorle, cioccolato, tuma e zuccata. Balarm nel 2019 riportava la nascita di un consorzio di pasticceri di Polizzi per tutelare la ricetta e una sagra estiva in paese.

Nel 2018 l’ANSA raccontò la disputa tra Polizzi Generosa e Petralia Soprana, che aveva dato allo sfoglio una propria denominazione comunale: Polizzi minacciava di andare in tribunale. La ricetta con le dosi è nella guida alle ricette madonite.

Il panettone di Castelbuono e i dolci alla manna

Castelbuono è il paese della manna, e la manna è finita nei dolci. La storia più nota è quella di Fiasconaro: secondo l’azienda, nel 1953 Mario Fiasconaro aprì una piccola gelateria in piazza Margherita, famosa per le granite di agrumi fatte con la neve conservata sulle Madonie. I figli, tornati in paese dopo anni di formazione, hanno portato il grande lievitato italiano verso gli ingredienti siciliani: agrumi, mandorle, pistacchi e manna.

Oggi i suoi panettoni e le colombe partono da Castelbuono per oltre 75 Paesi. La pasticceria di piazza Margherita ha la sua scheda: Fiasconaro a Castelbuono.

La manna si usa anche nei dolci di casa: torte, biscotti, budini e creme, scrive il Presidio Slow Food. Su cos’è, come si raccoglie e come riconoscerla c’è la guida alla manna delle Madonie.

I biscotti, le taralle e la vastedda di Gratteri

Gratteri, sopra Cefalù, ha tre prodotti nell’elenco regionale dei prodotti tradizionali, tutti da forno e da mangiare freschi. Le schede regionali li descrivono così:

  • Biscotti a S: biscotti a forma di S, color castano, fatti con farina, strutto, lievito madre (crescenti), zucchero e semi di finocchio. Li fanno i panifici del paese con una ricetta tramandata dai primi del Novecento.
  • Savoiarde o taralle: biscotti ovali e dorati di uova montate, zucchero, farina e un pizzico di bicarbonato, cotti in forno a 200 gradi su teglia unta d’olio. Si mangiano entro pochi giorni.
  • Vastedda fritta: pasta di pane lievitata, tagliata in forme irregolari e fritta in olio bollente, poi spolverata di zucchero o di sale. Si mangia calda.

Alla vastedda il paese dedica una sagra a metà agosto, la Sagra della Vastedda Fritta, con la frittura in piazza e il passaggio dei carretti siciliani. Per i locali del paese guarda dove mangiare a Gratteri.

Gelato, nocciole e dolci delle feste

Due feste estive completano il quadro dei dolci madoniti:

  • a fine luglio Castellana Sicula ospita il Festival del Gelato Madonita, con gusti creati per l’occasione dalle gelaterie del territorio a partire dai prodotti delle Madonie;
  • la terza domenica di agosto Polizzi Generosa festeggia le sue nocciole con la Sagra delle Nocciole.

A dicembre, a partire dal ponte dell’Immacolata, Dolcemente Castelbuono riunisce le pasticcerie storiche del paese in un villaggio di casette, con assaggi gratuiti, un buccellato gigante e la testa di turco. Anche il buccellato è tra i prodotti tradizionali della Sicilia.

Dove comprare i dolci tipici

Per il resto della cucina madonita, dai formaggi ai legumi, leggi cosa mangiare sulle Madonie. Se vuoi abbinare un dolce a una festa, il calendario delle sagre delle Madonie le mette in fila per stagione.

Domande frequenti

Qual è il dolce tipico di Castelbuono?
La testa di turco, un dolce al cucchiaio fatto di sfoglie di pasta fritta alternate a crema di latte profumata alla cannella e al limone. È nell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali della Sicilia. A Castelbuono si prepara soprattutto tra l'Immacolata e il Carnevale, e ogni famiglia ha la sua versione.
Cos'è lo sfoglio di Polizzi Generosa?
È una torta di pasta frolla ripiena di tuma, il pecorino fresco, con cioccolato, zuccata e cannella. Secondo il sito turistico di Polizzi Generosa la inventarono le monache benedettine dei monasteri del paese tra Seicento e Settecento. Si mangia fredda, a colazione, a merenda o a fine pasto.
Perché si chiama testa di turco?
Le spiegazioni sono leggende. Una racconta che il dolce nacque per festeggiare la vittoria dei Normanni sugli Arabi; un'altra paragona le fossette della crema alle fontanelle della testa di un neonato non ancora battezzato, quindi turco, cioè non cristiano. Attenzione: a Scicli la testa di turco è un dolce diverso.
Dove si compra il panettone di Castelbuono?
Nella pasticceria Fiasconaro di piazza Margherita, dove la famiglia aprì una gelateria nel 1953, e nelle altre pasticcerie del paese. Fiasconaro usa nei lievitati la manna delle Madonie insieme ad agrumi, mandorle e pistacchi. A dicembre la festa Dolcemente Castelbuono riunisce le pasticcerie del paese con assaggi gratuiti.
Quali dolci si fanno a Gratteri?
Tre prodotti di Gratteri sono nell'elenco regionale dei prodotti tradizionali: i biscotti a S, aromatizzati con semi di finocchio; le taralle o savoiarde, biscotti ovali di uova, zucchero e farina; la vastedda fritta, pasta di pane lievitata e fritta, servita con zucchero o con sale. Ad agosto il paese dedica una sagra alla vastedda.
Quando si mangiano i dolci tipici delle Madonie?
La testa di turco è il dolce delle feste d'inverno, dall'Immacolata al Carnevale. Lo sfoglio a Polizzi si prepara nelle feste e nelle occasioni importanti, e oggi si trova anche nelle pasticcerie del paese. Il panettone di Castelbuono è il dolce di Natale. A dicembre c'è Dolcemente Castelbuono, a fine luglio il Festival del Gelato Madonita.

Fonti

Aggiornata il 19 ottobre 2026