Sapori
Sapori delle Madonie
Dolci tipici delle Madonie paese per paese: testa di turco di Castelbuono, sfoglio di Polizzi, panettone alla manna, biscotti di Gratteri e dove comprarli.
I dolci tipici delle Madonie sono pochi, molto legati a un paese e quasi tutti riconosciuti come prodotti tradizionali della Sicilia. A Castelbuono c’è la testa di turco, il dolce al cucchiaio delle feste d’inverno, e il panettone alla manna nato in piazza Margherita. A Polizzi Generosa c’è lo sfoglio, la torta ripiena di tuma e cioccolato inventata dalle monache. A Gratteri si fanno biscotti al finocchio, taralle e vastedda fritta.
In breve
| Dolce | Paese | Cos’è | Quando |
|---|---|---|---|
| Testa di turco | Castelbuono | sfoglie fritte e crema di latte alla cannella | dall’Immacolata al Carnevale |
| Sfoglio | Polizzi Generosa, Castellana Sicula | frolla ripiena di tuma, cioccolato, zuccata e cannella | nelle feste, anche in pasticceria |
| Panettone e lievitati alla manna | Castelbuono | lievitati con manna, agrumi e mandorle | Natale e Pasqua |
| Biscotti a S | Gratteri | biscotti con lievito madre e semi di finocchio | tutto l’anno, freschi |
| Taralle (savoiarde) | Gratteri | biscotti ovali di uova, zucchero e farina | tutto l’anno, freschi |
| Vastedda fritta | Gratteri | pasta di pane fritta, con zucchero o sale | tutto l’anno, sagra ad agosto |
La testa di turco è un dolce al cucchiaio. La scheda tecnica della Regione Siciliana lo descrive come una stratificazione di sottili sfoglie di pasta fritta e di “una delicatissima crema di latte profumata alla cannella ed al limone”. È nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali.
Nella versione della scheda le sfoglie si fanno con farina, uova intere e strutto. Si tirano sottili, si tagliano in rettangoli di circa 10 centimetri, si incidono con quattro tagli paralleli e si friggono: in cottura le strisce si alzano e si abbassano e prendono la forma di un turbante. Poi si coprono di crema e si spolverano di cioccolato grattugiato.
Altre versioni, come quella della Pro Loco di Castelbuono pubblicata da ilSicilia nel 2020, finiscono con cannella e codette colorate. La ricetta passo per passo è nella guida alle ricette madonite.
A Castelbuono era il dolce delle feste, dall’Immacolata al Carnevale, racconta ad ilSicilia Luciana Cusimano dell’associazione Amici del Museo Civico. Ogni famiglia ha la sua ricetta e il suo ingrediente segreto, e c’è chi discute ancora se nella crema vada il tuorlo d’uovo.
Sul nome girano due leggende, nessuna documentata:
Non confonderlo con la testa di turco di Scicli, un grande bignè ripieno legato alla festa della Madonna delle Milizie. La stessa scheda regionale avverte che in molte località dell’isola lo stesso nome indica dolci diversi.
Lo sfoglio, sfuagghiu in dialetto, è una torta di pasta frolla con un ripieno di tuma, il pecorino al primo stadio di maturazione, cioccolato, zucchero e cannella. Molte ricette aggiungono la zuccata, la zucca candita.
Secondo il sito turistico di Polizzi Generosa lo inventarono tra Seicento e Settecento le monache benedettine dei monasteri di Santa Margherita e di Santa Maria delle Grazie, la Badia Vecchia e la Badia Nuova. La tradizione lega la ricetta alla festa di San Benedetto e a una visita estiva del conte Ruggero: d’estate la ricotta era acquosa e poco buona, e le monache scelsero la tuma che i pastori davano loro per l’uso dei pascoli.
Chiusi i conventi, la ricetta passò alle famiglie. Oggi ogni casa ha la sua versione e lo sfoglio si trova anche nelle pasticcerie del paese.
Lo sfoglio è nell’elenco dei prodotti tradizionali della Sicilia, ma la scheda regionale lo attribuisce a Castellana Sicula, con un impasto lavorato con il vino e un ripieno di mandorle, cioccolato, tuma e zuccata. Balarm nel 2019 riportava la nascita di un consorzio di pasticceri di Polizzi per tutelare la ricetta e una sagra estiva in paese.
Nel 2018 l’ANSA raccontò la disputa tra Polizzi Generosa e Petralia Soprana, che aveva dato allo sfoglio una propria denominazione comunale: Polizzi minacciava di andare in tribunale. La ricetta con le dosi è nella guida alle ricette madonite.
Castelbuono è il paese della manna, e la manna è finita nei dolci. La storia più nota è quella di Fiasconaro: secondo l’azienda, nel 1953 Mario Fiasconaro aprì una piccola gelateria in piazza Margherita, famosa per le granite di agrumi fatte con la neve conservata sulle Madonie. I figli, tornati in paese dopo anni di formazione, hanno portato il grande lievitato italiano verso gli ingredienti siciliani: agrumi, mandorle, pistacchi e manna.
Oggi i suoi panettoni e le colombe partono da Castelbuono per oltre 75 Paesi. La pasticceria di piazza Margherita ha la sua scheda: Fiasconaro a Castelbuono.
La manna si usa anche nei dolci di casa: torte, biscotti, budini e creme, scrive il Presidio Slow Food. Su cos’è, come si raccoglie e come riconoscerla c’è la guida alla manna delle Madonie.
Gratteri, sopra Cefalù, ha tre prodotti nell’elenco regionale dei prodotti tradizionali, tutti da forno e da mangiare freschi. Le schede regionali li descrivono così:
Alla vastedda il paese dedica una sagra a metà agosto, la Sagra della Vastedda Fritta, con la frittura in piazza e il passaggio dei carretti siciliani. Per i locali del paese guarda dove mangiare a Gratteri.
Due feste estive completano il quadro dei dolci madoniti:
A dicembre, a partire dal ponte dell’Immacolata, Dolcemente Castelbuono riunisce le pasticcerie storiche del paese in un villaggio di casette, con assaggi gratuiti, un buccellato gigante e la testa di turco. Anche il buccellato è tra i prodotti tradizionali della Sicilia.
Per il resto della cucina madonita, dai formaggi ai legumi, leggi cosa mangiare sulle Madonie. Se vuoi abbinare un dolce a una festa, il calendario delle sagre delle Madonie le mette in fila per stagione.
Aggiornata il 19 ottobre 2026
423 m s.l.m.
Il paese del castello dei Ventimiglia, della manna e della testa di turco
920 m s.l.m.
Il paese dell'Abies nebrodensis, dello sfoglio e del fagiolo badda
774 m s.l.m.
Il paese delle borgate e dei murales
680 m s.l.m.
La terrazza sul Tirreno sopra Cefalù
1147 m s.l.m.
Il comune più alto delle Madonie, Borgo dei Borghi 2018
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