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Sapori delle Madonie

Olio e vino delle Madonie: DOP, cantine, frantoi e feste

Olio e vino delle Madonie: l'olio Val di Mazara DOP e Sicilia IGP, l'oliva Nebba di Scillato, la DOC Contea di Sclafani, una cantina a Castelbuono e le feste.

Vigneti e uliveti sulle colline intorno all'Abbazia Santa Anastasia, nelle campagne di Castelbuono
HaguardDuNord / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Sulle Madonie l’olio extravergine rientra per intero nella zona della DOP Val di Mazara, che copre tutta la provincia di Palermo, e il vino ha una sua denominazione, la DOC Contea di Sclafani, sul versante occidentale tra Sclafani Bagni, Caltavuturo e Valledolmo. A Scillato c’è un’oliva tradizionale, la Nebba, e a Castelbuono una cantina biodinamica che si visita. Tre feste del vino, tra giugno e settembre, e una dell’olio, a novembre, sono il modo più semplice per assaggiare.

In breve

  • Olio: Val di Mazara DOP (provincia di Palermo e parte di quella di Agrigento) e Sicilia IGP (tutta l’isola).
  • Oliva tipica: Nebba di Scillato, da tavola e da olio, raccolta a mano tra novembre e dicembre.
  • Vino: DOC Contea di Sclafani o Valledolmo-Contea di Sclafani, bianco e rosso.
  • Cantina da visitare: Abbazia Santa Anastasia, Castelbuono.
  • Feste: DiVino Festival (fine giugno), Sclafani Bagni Wine & Food Festival (fine agosto), A Pistata (fine settembre), Sagra dell’Ulivo (inizio novembre).

L’olio extravergine delle Madonie

La DOP Val di Mazara

Secondo il Consorzio di tutela, le olive dell’olio Val di Mazara DOP sono prodotte, lavorate e confezionate nell’intero territorio della provincia di Palermo e in alcuni Comuni della provincia di Agrigento. I sedici paesi delle Madonie sono tutti in provincia di Palermo, quindi l’olio fatto qui può portare la DOP se rispetta il disciplinare.

Le varietà della denominazione sono tre cultivar siciliane: Biancolilla, Nocellara del Belice e Cerasuola. Il Consorzio è nato nel 2002 e ogni bottiglia ha un codice che indica chi ha prodotto, lavorato e imbottigliato l’olio.

L’olio Sicilia IGP

L’altra denominazione è l’olio extravergine Sicilia IGP, che vale per tutta la regione. Il Consorzio elenca le regole principali:

Regola Sicilia IGP
Zona tutto il territorio della Regione Siciliana
Raccolta dal 1° settembre al 30 gennaio dell’anno dopo
Resa massima 100 quintali di olive per ettaro
Acidità massimo 0,5%
Polifenoli totali almeno 100 mg/kg

Le cultivar ammesse sono molte, tra cui Biancolilla, Cerasuola, Crastu, Giarraffa, Nocellara del Belice, Ogliarola messinese e Santagatese.

Come riconoscere un olio DOP o IGP

In bottega o in frantoio guarda l’etichetta, non solo il paese di provenienza. Tre controlli:

  1. La denominazione per esteso: “Val di Mazara” con la sigla DOP, oppure “Sicilia” con la sigla IGP. “Olio delle Madonie” da solo non è una denominazione protetta.
  2. Il codice o il sigillo: per la DOP Val di Mazara ogni bottiglia ha un codice identificativo che, spiega il Consorzio, permette di risalire a chi ha prodotto, lavorato e imbottigliato l’olio; per l’IGP Sicilia il Consorzio applica un collarino al collo della bottiglia.
  3. L’annata di raccolta: le olive dell’IGP si raccolgono tra settembre e gennaio, quindi un olio dell’ultima campagna è il più fresco.

Un olio extravergine senza denominazione può essere ottimo, ma in quel caso conta solo la fiducia nel produttore. Se compri in frantoio, chiedi da quali oliveti vengono le olive e quando sono state molite.

L’oliva Nebba di Scillato

Scillato, nella valle dell’Imera ai piedi del Parco, ha un’oliva riconosciuta come prodotto agroalimentare tradizionale. La scheda tecnica regionale descrive la Nebba come un’oliva “a duplice attitudine”, buona da tavola e da olio, color giallo oro con sfumature verdi, dal sapore fruttato con retrogusto dolce.

Si raccoglie per brucatura, cioè a mano, tra novembre e dicembre, in contenitori rigidi e areati. Si lavora in frantoi autorizzati e l’olio si conserva in acciaio o vetro. Scillato è anche il paese dell’albicocca e dell’arancia Biondo, entrambe prodotti tradizionali: la scheda del borgo è Scillato.

La Sagra dell’Ulivo di Finale di Pollina

A inizio novembre Finale, la frazione marina di Pollina, festeggia l’olio con la Sagra dell’Ulivo. È una delle feste più longeve della zona: nel 2026 era alla cinquantesima edizione.

La domenica si distribuiscono le olive cunzate, condite secondo la tradizione, e ai nuovi nati del paese si regala una piantina d’ulivo. La organizza il Comune di Pollina.

Il vino delle Madonie

La DOC Contea di Sclafani

La denominazione del vino delle Madonie si chiama “Contea di Sclafani” o “Valledolmo-Contea di Sclafani”. È nata come DOC nel 1996 e ha preso il nome attuale con un regolamento europeo del 2019.

La zona di produzione, secondo l’articolo 3 del disciplinare, comprende:

Provincia Comuni interi Comuni in parte
Palermo Valledolmo, Caltavuturo, Alia, Sclafani Bagni Petralia Sottana, Castellana Sicula, Castronovo di Sicilia, Cerda, Aliminusa, Montemaggiore Belsito, Polizzi Generosa
Caltanissetta Vallelunga Pratameno, Villalba
Agrigento Cammarata

Il disciplinare prevede un bianco e un rosso, anche nelle versioni riserva e vendemmia tardiva. Nel testo con le modifiche del 2019 il bianco è fatto almeno al 95% con Catarratto, il rosso con Nero d’Avola e Perricone in proporzioni libere. Prima di comprare una bottiglia controlla in etichetta la denominazione e la zona.

Per vedere i paesi della DOC parti dalle schede di Sclafani Bagni e Caltavuturo, sul versante occidentale del Parco, sopra la valle dell’Imera.

Una cantina da visitare: Abbazia Santa Anastasia

Nelle campagne di Castelbuono, in un antico sito benedettino restaurato, l’Abbazia Santa Anastasia è un relais con cantina. Secondo il sito dell’azienda le terre sono coltivate con metodo biologico, seguendo anche i cicli lunari, e hanno la certificazione biodinamica Demeter.

La cantina propone percorsi di degustazione dei vini prodotti in azienda e visite in cantina, e c’è un ristorante con i prodotti dell’orto. La struttura è anche nel nostro elenco di dove dormire sulle Madonie.

Vino di montagna

A Petralia Soprana, a 1.147 metri, la Pro Loco ha riportato in piazza nel 2026 la pigiatura dell’uva con i piedi, a pistata da racina. La giornata è cominciata con un incontro sul futuro della viticoltura nelle aree di montagna, con l’enologo Tonino Guzzo e una degustazione di vini (MadoniePress, 16 settembre 2026).

Le feste del vino e dell’olio

Questi sono i periodi abituali delle feste; date e programmi di ogni anno sono nelle pagine degli eventi.

Periodo Festa Paese Cosa trovi
fine giugno DiVino Festival Castelbuono degustazioni guidate, masterclass, banchi dei produttori, concerti
metà luglio Vucciria Beer Festival Geraci Siculo birre artigianali e prodotti locali lungo il corso
fine agosto Sclafani Bagni Wine & Food Festival Sclafani Bagni cooking show con chef stellati, masterclass nel castello su prenotazione
fine settembre A Pistata Petralia Soprana pigiatura dell’uva a piedi nudi in piazza Duomo, stand la sera
inizio novembre Sagra dell’Ulivo Finale di Pollina olive cunzate, stand, corteo folk

Il DiVino Festival ha compiuto vent’anni nel 2026. Il festival di Sclafani Bagni è più giovane: la prima edizione è del 2024. Tutte le altre feste di prodotto sono nel calendario delle sagre delle Madonie.

Cosa abbinare a olio e vino

Con la provola delle Madonie fresca Slow Food consiglia vini leggeri e secchi, come un Inzolia, e con quella stagionata il Nero d’Avola: trovi tutto nella guida ai formaggi delle Madonie. L’olio nuovo di novembre va provato sul pane di grano duro a lievitazione naturale, come quello di Castellana Sicula, riconosciuto come prodotto tradizionale.

Per trovare i locali dove bere un bicchiere di vino della zona usa l’elenco di dove mangiare sulle Madonie, con i filtri per paese e tipo di locale. La guida cosa mangiare sulle Madonie spiega quali paesi scegliere e cosa ordinare.

Domande frequenti

Che olio si produce sulle Madonie?
Tutti i Comuni delle Madonie stanno in provincia di Palermo, quindi rientrano nella zona dell'olio extravergine Val di Mazara DOP, fatto soprattutto con Biancolilla, Nocellara del Belice e Cerasuola. Si può produrre anche olio Sicilia IGP, che copre tutta l'isola. A Scillato c'è l'oliva Nebba, prodotto tradizionale riconosciuto dalla Regione.
Quale vino DOC si produce sulle Madonie?
La DOC Contea di Sclafani, detta anche Valledolmo-Contea di Sclafani. Comprende per intero i Comuni di Sclafani Bagni, Caltavuturo, Valledolmo e Alia e parte di Petralia Sottana, Castellana Sicula, Polizzi Generosa e altri paesi tra Palermo, Caltanissetta e Agrigento. Prevede un bianco e un rosso, anche riserva e vendemmia tardiva.
Si può visitare una cantina sulle Madonie?
L'Abbazia Santa Anastasia, nelle campagne di Castelbuono, è un relais con cantina che propone degustazioni e visite in cantina. Coltiva con metodo biologico e ha la certificazione biodinamica Demeter. Per altre cantine il momento giusto è il DiVino Festival di Castelbuono, a fine giugno, con i banchi dei produttori.
Quando si raccolgono le olive sulle Madonie?
Il disciplinare dell'olio Sicilia IGP ammette la raccolta dal 1° settembre al 30 gennaio. Per l'oliva Nebba di Scillato la scheda regionale indica la brucatura a mano tra novembre e dicembre. A inizio novembre Finale di Pollina festeggia con la Sagra dell'Ulivo.
Ci sono feste del vino sulle Madonie?
Tre in particolare: il DiVino Festival di Castelbuono a fine giugno, con degustazioni guidate e masterclass; il Sclafani Bagni Wine & Food Festival a fine agosto, con cooking show e masterclass nel castello; A Pistata a Petralia Soprana a fine settembre, con la pigiatura dell'uva a piedi nudi in piazza Duomo.
Cos'è l'oliva Nebba?
È un'oliva di Scillato a duplice attitudine, cioè buona sia da tavola sia da olio. La scheda della Regione Siciliana la descrive giallo oro con sfumature verdi, dal profumo fruttato e dal retrogusto dolce. Si raccoglie a mano tra novembre e dicembre e si lavora in frantoi autorizzati.

Fonti

Aggiornata il 19 ottobre 2026