Cultura
Storia e cultura delle Madonie
La Targa Florio nasce nel 1906 sulle strade delle Madonie: storia della corsa, i tre circuiti, Floriopoli, il museo di Collesano e le gare che si corrono oggi.
La Targa Florio è la corsa automobilistica nata il 6 maggio 1906 sulle strade delle Madonie, voluta dall’imprenditore palermitano Vincenzo Florio. Come gara di velocità su strada è durata fino al 1977, con 61 edizioni. Oggi il nome vive in due gare che tornano ogni anno sulle stesse strade: il Targa Florio Rally a maggio e la Targa Florio Classica a ottobre.
In breve
Vincenzo Florio, della famiglia di armatori e industriali palermitani. Era nato nel 1883, quindi nel 1906 era poco più che ventenne, e correva lui stesso: nel 1904 era arrivato terzo con una Mercedes alla Settimana automobilistica bresciana e nel 1905 aveva messo in palio la Coppa Florio, corsa vicino a Brescia.
Per la sua gara siciliana scelse le Madonie, cioè il contrario dei circuiti piatti del continente. Strade di montagna, tornanti, salite fino a oltre 1.000 metri e paesi da attraversare uno dopo l’altro. Lo storico Salvatore Requirez, alla presentazione della Classica 2026, l’ha detto così: Florio scelse quelle strade per fare la differenza.
La prima edizione si corse il 6 maggio 1906. Tre giri del Grande circuito, oltre 440 km. Vinse Alessandro Cagno con un’Itala 35/40 HP, in 9 ore e 32 minuti.
In 71 anni la corsa ha cambiato tracciato più volte. Tre circuiti girano tutti intorno alle Madonie, e i nomi dicono la lunghezza.
| Circuito | Lunghezza | Anni | Paesi attraversati |
|---|---|---|---|
| Grande circuito | 148 km | 1906-1911, poi 1931 | Cerda, Caltavuturo, Castellana Sicula, Petralia Sottana, Petralia Soprana, Geraci Siculo, Castelbuono, Isnello, Collesano, Campofelice di Roccella |
| Medio circuito | 108 km | 1919-1930 | Cerda, Caltavuturo, Polizzi Generosa, Collesano, Campofelice di Roccella |
| Piccolo circuito | 72 km | 1932-1936 e 1951-1977 | Cerda, Caltavuturo (bivio), Scillato, Polizzi Generosa (bivio), Collesano, Campofelice di Roccella, Buonfornello |
Lunghezze e anni vengono dalla voce di Wikipedia sulla Targa Florio, che riprende la storia della corsa di Sergio Alessandro.
È il giro delle prime sei edizioni e il più spettacolare da ripercorrere oggi. Partiva dalla contrada Pistavecchia, nel territorio di Campofelice di Roccella, saliva all’interno per Cerda e Caltavuturo, attraversava le alte Madonie con Castellana Sicula, le due Petralie e Geraci Siculo, poi scendeva verso Castelbuono, Isnello e Collesano.
Nel 1931 tornò in uso per un anno, ridotto a 146 km, perché un’alluvione aveva reso impraticabile il Medio circuito. Quell’anno vinse Tazio Nuvolari con un’Alfa Romeo 8C 2300.
Usato per dodici edizioni di fila, dal 1919 al 1930. Taglia fuori le alte Madonie e passa per Polizzi Generosa. Partenza e arrivo erano a Cerda.
È la Targa Florio che conosci dalle foto: Ferrari, Porsche e Alfa Romeo tra i muri delle case di Collesano, il pubblico sui marciapiedi. Si correva su 72 km, ripetuti più volte: nel 1972 Arturo Merzario e Sandro Munari coprirono 792 km.
Dopo le tribune di Cerda il giro saliva per Portella di Cascio e Portella di Sette Frati, toccava il bivio di Caltavuturo, scendeva a Scillato, passava sotto Polizzi Generosa e arrivava a Collesano. Da lì giù verso Campofelice di Roccella e il lungo rettilineo di Buonfornello, sul mare, prima di tornare ai box.
Il giro più veloce in gara resta quello di Leo Kinnunen su Porsche 908/3 nel 1970: 33 minuti e 36 secondi, a una media di oltre 128 km/h su strade di montagna.
Floriopoli è il villaggio della corsa: box, paddock, tribune e torre dei tempi. Le strutture in muratura risalgono agli anni Venti e servivano a due cose, assistere i piloti e dare al pubblico uno spettacolo. Le tribune tenevano circa un migliaio di persone (Balarm).
Si chiamano “tribune di Cerda”, ma stanno nel territorio di Termini Imerese. Per arrivarci, appena passata la stazione ferroviaria di Cerda arrivi all’incrocio tra la SS113 e la SS120; prendi a sinistra verso Fiumefreddo e dopo qualche centinaio di metri trovi i box sul lato della strada.
Cosa vedi oggi: una lunga fila di box con le scritte pubblicitarie dell’epoca ancora leggibili sulla facciata, e di fronte le tribune. La strada è quella della corsa ed è aperta al traffico, quindi fermati solo dove puoi parcheggiare. Le strutture sono di proprietà della Città Metropolitana di Palermo.
Collesano è il paese più legato alla corsa: il Piccolo circuito lo attraversava in pieno centro. Il museo sta in corso Vittorio Emanuele ed è gestito dal Comune di Collesano, che pubblica sul suo sito gli avvisi di chiusura.
Dentro trovi fotografie, documentari, oggetti e cimeli della corsa. Il 21 dicembre 2025 ha aperto una nuova ala dedicata a Elio Lombardo, figura del motorismo siciliano, nata dalla donazione della vedova Emanuela Sciara: 129 libri sull’automobilismo, 215 modellini di auto da corsa storiche, dieci album fotografici sulla Targa Florio e sul Giro di Sicilia, distintivi e documenti originali (Balarm).
Prima di andare: gli orari pubblicati in giro non coincidono e cambiano tra estate e inverno. Il Comune segnala chiusure anche di mezza giornata, come quella del 14 settembre 2026. Controlla le novità sul sito del Comune di Collesano o chiama l’ufficio turistico allo 0921 664684 (numero indicato dalla scheda del Parco su Parks.it).
Il resto del paese, con la ceramica e le chiese, è nella scheda di Collesano.
Sulla Targa Florio hanno corso quasi tutte le grandi case europee. Nelle 60 edizioni corse come gara di velocità (il 1957 fu una prova di regolarità e non si conta), le vittorie si dividono così:
| Costruttore | Vittorie |
|---|---|
| Porsche | 11 |
| Alfa Romeo | 10 |
| Ferrari | 7 |
| Lancia | 5 |
| Bugatti | 5 |
| Maserati | 4 |
| Mercedes-Benz | 3 |
Dati della voce di Wikipedia sulla Targa Florio.
Tra i piloti, in Sicilia il nome che conta è quello di Nino Vaccarella, palermitano, che vinse tre volte: nel 1965 con Lorenzo Bandini su Ferrari, nel 1971 con Toine Hezemans su Alfa Romeo 33/3, nel 1975 con Arturo Merzario su Alfa Romeo 33 TT/12. Hanno vinto qui anche Tazio Nuvolari, Achille Varzi, Stirling Moss con Peter Collins (Mercedes-Benz 300 SLR, 1955) e Jo Siffert con Brian Redman (Porsche 908/3, 1970).
Nel 1935, con le imprese di famiglia in crisi, la corsa passò all’Automobile Club di Palermo. Dal 1958 al 1973 fu una prova del mondiale Sport Prototipi, con una prima presenza già nel 1955.
Le auto diventavano sempre più veloci e le strade restavano le stesse, strette e piene di gente ai bordi. Dopo il 1973 la Targa Florio uscì dal mondiale e andò avanti tre anni come gara nazionale.
Il 15 maggio 1977, durante la 61ª edizione, l’Osella-BMW di Gabriele Ciuti uscì di strada vicino al rettilineo di Buonfornello e investì alcuni spettatori: due morti e tre feriti, compreso il pilota. La gara fu fermata dopo quattro degli otto giri previsti. Fu l’ultima Targa Florio di velocità.
Dal 1978 la corsa diventò un rally, che ne ha tenuto il nome e la numerazione delle edizioni. Per questo l’ACI la chiama la corsa più antica del mondo: nel 2026 si è arrivati a 120 anni dalla prima edizione e alla 110ª edizione del rally.
È una gara del Campionato Italiano Assoluto Rally, organizzata dall’Automobile Club Palermo. Nel 2026 la 110ª edizione si è corsa dal 14 al 16 maggio, con partenza da piazza Verdi a Palermo e le prove speciali sulle Madonie: La Montedoro, Scillato-La Generosa, Geraci-Castelbuono e Pollina. Negli stessi giorni corre la Targa Florio Historic Rally per le auto storiche.
Le strade delle prove restano chiuse per ore. Date, orari e chiusure dell’edizione dell’anno sono nella pagina del Targa Florio Rally.
È una gara di regolarità per auto storiche, dell’ACI. L’edizione 2026, per i 120 anni, si è corsa dal 15 al 18 ottobre con 200 equipaggi e oltre 600 km tra Palermo e Trapani. Sabato 17 ottobre la tappa delle Madonie ha ripreso il Grande circuito: Campofelice di Roccella, Collesano, Polizzi Generosa, Castellana Sicula, Geraci Siculo, Castelbuono, pranzo a Pollina, poi Cerda con il passaggio davanti alle tribune di Floriopoli, Caltavuturo e Termini Imerese (Madonie Press).
Il giorno della tappa madonita le auto si fermano nelle piazze e le puoi guardare da vicino. Il programma dell’anno è nella pagina della Targa Florio Classica.
Le strade della Targa Florio sono statali e provinciali aperte al traffico. Puoi rifare il Piccolo circuito in mezza giornata, o il Grande in una giornata intera con le soste nei paesi.
Un giro possibile del Piccolo circuito, nel senso della corsa:
Sono strade di montagna strette e con molte curve. Guida con calma: è una strada normale, aperta a tutti, dove puoi trovare mezzi agricoli e animali. Prima di partire controlla chiusure e lavori nella pagina sulla viabilità delle Madonie.
Il Grande circuito passa anche per Castelbuono e Geraci Siculo, i paesi dei Ventimiglia: puoi unire il giro alle visite raccontate nell’articolo sui castelli dei Ventimiglia. Altri luoghi della storia madonita sono nella sezione Storia e cultura.
Aggiornata il 19 ottobre 2026
470 m s.l.m.
Ceramica, castello e il museo della Targa Florio
631 m s.l.m.
Il paese sotto la Rocca di Sciara
239 m s.l.m.
Sorgenti, mulini ad acqua e arance
920 m s.l.m.
Il paese dell'Abies nebrodensis, dello sfoglio e del fagiolo badda
774 m s.l.m.
Il paese delle borgate e dei murales
1039 m s.l.m.
La sede del Parco delle Madonie, ai piedi di Piano Battaglia
1147 m s.l.m.
Il comune più alto delle Madonie, Borgo dei Borghi 2018
1077 m s.l.m.
La prima capitale dei Ventimiglia, sopra i boschi delle Madonie
423 m s.l.m.
Il paese del castello dei Ventimiglia, della manna e della testa di turco
583 m s.l.m.
Il paese delle stelle, sotto le rocce delle Madonie