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Cosa fare sulle Madonie

Speleologia sulle Madonie: abissi, regole e sicurezza

Speleologia sulle Madonie: l'Abisso del Vento di Isnello e l'Abisso del Gatto di Cefalù, le regole del Parco, i corsi CAI e chi chiamare in caso di incidente.

Speleologo in tuta gialla tra concrezioni e pozze d'acqua rossastra nella parte preistorica dell'Abisso del Vento, a Isnello
JYB Devot / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

La speleologia sulle Madonie ruota intorno a due grotte: l’Abisso del Vento a Isnello, circa 2 km di gallerie e oltre 200 metri di profondità, e l’Abisso del Gatto a Cefalù, 323 metri, che il depliant del CAI Sicilia indica come la grotta più profonda dell’isola. Sono cavità per speleologi esperti, con l’ingresso su terreni privati. Nel Parco delle Madonie è vietato entrare nelle grotte non segnalate: si comincia con un corso del Club Alpino Italiano, mai da soli.

Questa guida non ti dice come arrivare agli ingressi né come attrezzare un pozzo. Ti dice cosa c’è sotto le Madonie, chi ci va e con quali regole.

In breve

  • Cosa: grotte e abissi nel calcare, frutto del carsismo. L’Ente Parco parla di numerose grotte e caverne.
  • Le più note: Abisso del Vento (Isnello, zona A del Parco) e Abisso del Gatto (Cefalù, zona B).
  • Chi entra: solo speleologi esperti, in gruppo, con il permesso del proprietario del terreno.
  • Regola del Parco: vietato entrare nelle cavità naturali, salvo quelle segnalate come luogo di interesse e lungo il percorso indicato.
  • Per iniziare: un corso di introduzione di una scuola di speleologia del CAI.
  • Emergenza: 112, che attiva il Soccorso Alpino e Speleologico.

Perché sotto le Madonie ci sono tante grotte

Il cuore delle Madonie, intorno a Pizzo Carbonara, è di calcare, una roccia che l’acqua scioglie piano piano. In superficie lo vedi nei pianori bucati da doline e inghiottitoi, dove la pioggia sparisce nel terreno. Sotto, la stessa acqua ha scavato gallerie, pozzi e sale.

Il sito sentierisiciliani.it lo dice in modo pratico: sui pianori d’alta quota non trovi fontane, perché l’acqua va giù e riemerge altrove. Le grotte sono l’altra metà di quel paesaggio: gole, grotte e cascate delle Madonie viste da fuori sono nella guida Gole, grotte e cascate.

Molte cavità hanno anche una storia umana. Vicino all’ingresso dell’Abisso del Vento, negli anni Settanta, gli speleologi trovarono una sepoltura dell’Eneolitico. A Petralia Sottana la Grotta del Vecchiuzzo ha restituito reperti del Neolitico e dell’Eneolitico, tra il IV e il III millennio a.C.

L’Abisso del Vento di Isnello

L’Abisso del Vento si apre alla base di Cozzo Balatelli, nel territorio di Isnello, dentro la zona A del Parco, quella di massima tutela.

Il nome viene da una corrente d’aria fortissima che passa nella prima strettoia vicino all’ingresso. Secoli fa C. Grisanti scriveva che, poggiando l’orecchio sulla roccia sopra la grotta, si sentiva un rumore d’acqua: era il vento.

Le prime esplorazioni le fecero nel 1972 gli speleologi del CAI di Cefalù. Poi arrivarono gruppi da Palermo, Catania, Ragusa e dalla Versilia, e la grotta diventò una delle più complesse della Sicilia.

Com’è fatta, secondo il depliant realizzato da CAI Sicilia, Ente Parco e Comune di Isnello:

  • più livelli di gallerie e grandi sale, collegati da pozzi verticali;
  • un andamento guidato dalle fratture della roccia, con gallerie quasi ad angolo retto;
  • nessun corso d’acqua attivo oggi;
  • concrezioni bianche nei rami profondi: stalattiti, stalagmiti, cannule e colate;
  • depositi di terra rossa ancora in studio.

Il depliant indica circa 2 km di sviluppo e 220 metri di profondità; le cronache del 2018 parlano di 213 metri. Le due fonti concordano su una cosa: ci entrano solo speleologi esperti e l’ingresso è su proprietà privata.

L’incidente del 2018

Il 15 dicembre 2018 una speleologa di 42 anni è scivolata a circa 100 metri di profondità e si è fratturata una gamba. Era con otto compagni. Due sono rimasti con lei, gli altri sono usciti a dare l’allarme perché in zona il telefono non prende.

Sono arrivati 15 tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico della stazione Palermo-Madonie, con due medici, e poi i rinforzi della delegazione speleologica da Catania: una trentina di persone. Il recupero in barella è andato avanti per tutta la notte.

È un buon promemoria. Anche un gruppo esperto e numeroso, in una grotta conosciuta, può avere bisogno di una notte di soccorsi.

L’Abisso del Gatto di Cefalù

L’Abisso del Gatto si apre sul versante ovest di Cozzo Carcarello, nel territorio di Cefalù, a 380 metri di quota e nella zona B del Parco.

È un inghiottitoio attivo: oggi assorbe acqua solo durante le piogge prolungate. Per questo chi lo frequenta guarda il meteo con attenzione.

Dato Abisso del Vento Abisso del Gatto
Comune Isnello Cefalù
Zona del Parco A B
Sviluppo circa 2 km 1.100 m
Profondità 213-220 m 323 m
Prime esplorazioni 1972, CAI Cefalù 1955, CAI Cefalù
Accesso speleologi esperti, terreno privato speleologi esperti, terreno privato

Fonte: depliant del progetto CAI Sicilia ed Ente Parco delle Madonie; per la profondità del Vento anche LiveSicilia (2018).

La storia dell’esplorazione è lunga. Nel 1955 gli speleologi del CAI di Cefalù scesero il primo pozzo di 12 metri e si fermarono per mancanza di attrezzatura. Le ricerche ripresero negli anni Ottanta e nel 1986, con il CAI di Palermo, si arrivò al fondo.

Dentro, gallerie strette su più livelli sono collegate da pozzi fino a 60 metri, il più profondo dei quali si chiama Pozzo Cefalù. Nelle parti alte prevalgono le forme scavate dall’acqua che scorre, in quelle profonde le concrezioni. La grotta finisce in una galleria stretta dove un piccolo lago impedisce di andare avanti.

Si può visitare una grotta senza essere speleologi?

Nei comuni del Parco non abbiamo trovato grotte turistiche attrezzate, con biglietto e orari, come quelle che esistono in altre regioni. E il regolamento del Parco è chiaro: non si entra nelle cavità naturali, a meno che non siano segnalate come luogo di interesse e solo lungo il percorso segnato.

C’è un’eccezione facile: la Grotta Grattara, alle falde di Pizzo di Pilo sopra Gratteri, oltre i 1.000 metri. Secondo l’Ente Parco ci si arriva dal pianoro di San Nicola con un sentiero a tornanti nella pineta; dentro c’è una grande conca di roccia scavata dallo stillicidio, e la leggenda locale ne fa la casa della Befana. Non serve attrezzatura da speleologo, ma resta una cavità naturale: si guarda senza arrampicarsi sulle pareti.

Il carsismo poi lo vedi bene camminando, e i geositi sono raccontati nella guida al Madonie UNESCO Global Geopark:

  • sul pianoro di Piano Battaglia e sulla salita a Pizzo Carbonara, tra doline e campi di roccia;
  • lungo il sentiero geologico Battaglietta-Portella Colla e il sentiero geologico urbano di Isnello, che compaiono nel programma della Settimana europea dei Geoparchi;
  • nelle Gole di Tiberio, il canyon del fiume Pollina a San Mauro Castelverde.

Come si diventa speleologi

La speleologia si impara in gruppo, con istruttori, e il primo passo è un corso di introduzione. In Sicilia li organizzano le sezioni del CAI che hanno un gruppo speleologico, sotto l’egida della Scuola Nazionale di Speleologia.

L’ultima edizione pubblica che abbiamo trovato vicino alle Madonie è quella del CAI di Palermo: la 54ª, dal 5 al 25 marzo 2025, con lezioni teoriche il martedì sera ed esercitazioni all’aperto e in grotta. Era aperta da 15 anni in su, con certificato medico per attività non agonistica, e i posti erano limitati. Il gruppo speleologico della sezione ha uscite in programma anche nel 2026, riservate ai soci.

A un corso impari a usare l’attrezzatura, a muoverti in sicurezza sottoterra e a rispettare l’ambiente delle grotte. Sono cose che non si improvvisano e che questa pagina, di proposito, non spiega.

Sicurezza in grotta: le regole che non cambiano

  • Mai da soli: in grotta si va in gruppo, con almeno una persona esperta per ogni passaggio difficile.
  • Qualcuno fuori deve sapere: dove entri, con chi e a che ora conti di uscire.
  • Niente campo: il telefono non funziona sottoterra e spesso nemmeno vicino agli ingressi. Per l’emergenza il numero è il 112.
  • Il meteo conta: gli inghiottitoi si riattivano con la pioggia. Una grotta asciutta oggi può prendere acqua domani.
  • Il terreno è privato: gli ingressi dei due abissi sono su proprietà private. Si chiede il permesso.
  • Non toccare e non portare via: concrezioni e reperti archeologici sono fragili e protetti, e il Parco vieta di danneggiare l’ambiente.

Per il resto della montagna, dalla scala CAI al soccorso, c’è l’articolo sulla sicurezza sui sentieri delle Madonie. Se ti interessa la roccia vista da fuori, la guida all’arrampicata sulle Madonie racconta le falesie attrezzate.

Domande frequenti

Si può entrare nell'Abisso del Vento di Isnello?
Solo se sei uno speleologo esperto, in un gruppo organizzato e con il permesso del proprietario del terreno. Il depliant del CAI Sicilia e dell'Ente Parco avverte che per le sue caratteristiche ci entrano solo speleologi esperti e che l'ingresso è su proprietà privata. Ha circa 2 km di gallerie e pozzi e supera i 200 metri di profondità.
Qual è la grotta più profonda delle Madonie?
L'Abisso del Gatto, nel territorio di Cefalù, sul versante ovest di Cozzo Carcarello. Il depliant del progetto CAI Sicilia ed Ente Parco gli attribuisce 323 metri di profondità e 1.100 metri di sviluppo, e lo indica come la grotta più profonda della Sicilia. Ha pozzi fino a 60 metri e finisce in una galleria stretta con un piccolo lago.
Ci sono grotte turistiche da visitare sulle Madonie?
Non abbiamo trovato grotte attrezzate con biglietto e orari nei comuni del Parco. Si raggiunge a piedi la Grotta Grattara, sopra Gratteri, un grande riparo nella roccia descritto dall'Ente Parco, che si guarda dall'ingresso. Per il resto il regolamento vieta di entrare nelle cavità naturali, salvo quelle segnalate come luogo di interesse e lungo il percorso indicato.
Come si comincia a fare speleologia in Sicilia?
Con un corso di introduzione di una scuola del Club Alpino Italiano. Il Gruppo Speleologico del CAI di Palermo, sotto l'egida della Scuola Nazionale di Speleologia, ha tenuto la 54ª edizione del suo corso dal 5 al 25 marzo 2025, con lezioni il martedì sera e uscite in grotta. Serviva avere almeno 15 anni e un certificato medico non agonistico.
Chi si chiama per un incidente in grotta sulle Madonie?
Il 112. L'operatore passa la chiamata ai soccorsi sanitari, che attivano il Soccorso Alpino e Speleologico. In grotta il telefono non prende quasi mai e spesso non prende neppure all'ingresso: nel 2018, all'Abisso del Vento, una parte del gruppo è dovuta uscire per dare l'allarme.
Serve un permesso dell'Ente Parco per esplorare una grotta?
Il regolamento di fruizione vieta di entrare nelle grotte non segnalate come luogo di interesse. Per attività di ricerca o esplorazione organizzate dai gruppi speleologici la strada è chiedere all'Ente Parco a Petralia Sottana e al proprietario del terreno. Non abbiamo trovato una procedura di autorizzazione pubblicata online.

Fonti

Aggiornata il 19 ottobre 2026