Info pratiche
Cosa fare sulle Madonie
Speleologia sulle Madonie: l'Abisso del Vento di Isnello e l'Abisso del Gatto di Cefalù, le regole del Parco, i corsi CAI e chi chiamare in caso di incidente.
La speleologia sulle Madonie ruota intorno a due grotte: l’Abisso del Vento a Isnello, circa 2 km di gallerie e oltre 200 metri di profondità, e l’Abisso del Gatto a Cefalù, 323 metri, che il depliant del CAI Sicilia indica come la grotta più profonda dell’isola. Sono cavità per speleologi esperti, con l’ingresso su terreni privati. Nel Parco delle Madonie è vietato entrare nelle grotte non segnalate: si comincia con un corso del Club Alpino Italiano, mai da soli.
Questa guida non ti dice come arrivare agli ingressi né come attrezzare un pozzo. Ti dice cosa c’è sotto le Madonie, chi ci va e con quali regole.
In breve
Il cuore delle Madonie, intorno a Pizzo Carbonara, è di calcare, una roccia che l’acqua scioglie piano piano. In superficie lo vedi nei pianori bucati da doline e inghiottitoi, dove la pioggia sparisce nel terreno. Sotto, la stessa acqua ha scavato gallerie, pozzi e sale.
Il sito sentierisiciliani.it lo dice in modo pratico: sui pianori d’alta quota non trovi fontane, perché l’acqua va giù e riemerge altrove. Le grotte sono l’altra metà di quel paesaggio: gole, grotte e cascate delle Madonie viste da fuori sono nella guida Gole, grotte e cascate.
Molte cavità hanno anche una storia umana. Vicino all’ingresso dell’Abisso del Vento, negli anni Settanta, gli speleologi trovarono una sepoltura dell’Eneolitico. A Petralia Sottana la Grotta del Vecchiuzzo ha restituito reperti del Neolitico e dell’Eneolitico, tra il IV e il III millennio a.C.
L’Abisso del Vento si apre alla base di Cozzo Balatelli, nel territorio di Isnello, dentro la zona A del Parco, quella di massima tutela.
Il nome viene da una corrente d’aria fortissima che passa nella prima strettoia vicino all’ingresso. Secoli fa C. Grisanti scriveva che, poggiando l’orecchio sulla roccia sopra la grotta, si sentiva un rumore d’acqua: era il vento.
Le prime esplorazioni le fecero nel 1972 gli speleologi del CAI di Cefalù. Poi arrivarono gruppi da Palermo, Catania, Ragusa e dalla Versilia, e la grotta diventò una delle più complesse della Sicilia.
Com’è fatta, secondo il depliant realizzato da CAI Sicilia, Ente Parco e Comune di Isnello:
Il depliant indica circa 2 km di sviluppo e 220 metri di profondità; le cronache del 2018 parlano di 213 metri. Le due fonti concordano su una cosa: ci entrano solo speleologi esperti e l’ingresso è su proprietà privata.
Il 15 dicembre 2018 una speleologa di 42 anni è scivolata a circa 100 metri di profondità e si è fratturata una gamba. Era con otto compagni. Due sono rimasti con lei, gli altri sono usciti a dare l’allarme perché in zona il telefono non prende.
Sono arrivati 15 tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico della stazione Palermo-Madonie, con due medici, e poi i rinforzi della delegazione speleologica da Catania: una trentina di persone. Il recupero in barella è andato avanti per tutta la notte.
È un buon promemoria. Anche un gruppo esperto e numeroso, in una grotta conosciuta, può avere bisogno di una notte di soccorsi.
L’Abisso del Gatto si apre sul versante ovest di Cozzo Carcarello, nel territorio di Cefalù, a 380 metri di quota e nella zona B del Parco.
È un inghiottitoio attivo: oggi assorbe acqua solo durante le piogge prolungate. Per questo chi lo frequenta guarda il meteo con attenzione.
| Dato | Abisso del Vento | Abisso del Gatto |
|---|---|---|
| Comune | Isnello | Cefalù |
| Zona del Parco | A | B |
| Sviluppo | circa 2 km | 1.100 m |
| Profondità | 213-220 m | 323 m |
| Prime esplorazioni | 1972, CAI Cefalù | 1955, CAI Cefalù |
| Accesso | speleologi esperti, terreno privato | speleologi esperti, terreno privato |
Fonte: depliant del progetto CAI Sicilia ed Ente Parco delle Madonie; per la profondità del Vento anche LiveSicilia (2018).
La storia dell’esplorazione è lunga. Nel 1955 gli speleologi del CAI di Cefalù scesero il primo pozzo di 12 metri e si fermarono per mancanza di attrezzatura. Le ricerche ripresero negli anni Ottanta e nel 1986, con il CAI di Palermo, si arrivò al fondo.
Dentro, gallerie strette su più livelli sono collegate da pozzi fino a 60 metri, il più profondo dei quali si chiama Pozzo Cefalù. Nelle parti alte prevalgono le forme scavate dall’acqua che scorre, in quelle profonde le concrezioni. La grotta finisce in una galleria stretta dove un piccolo lago impedisce di andare avanti.
Nei comuni del Parco non abbiamo trovato grotte turistiche attrezzate, con biglietto e orari, come quelle che esistono in altre regioni. E il regolamento del Parco è chiaro: non si entra nelle cavità naturali, a meno che non siano segnalate come luogo di interesse e solo lungo il percorso segnato.
C’è un’eccezione facile: la Grotta Grattara, alle falde di Pizzo di Pilo sopra Gratteri, oltre i 1.000 metri. Secondo l’Ente Parco ci si arriva dal pianoro di San Nicola con un sentiero a tornanti nella pineta; dentro c’è una grande conca di roccia scavata dallo stillicidio, e la leggenda locale ne fa la casa della Befana. Non serve attrezzatura da speleologo, ma resta una cavità naturale: si guarda senza arrampicarsi sulle pareti.
Il carsismo poi lo vedi bene camminando, e i geositi sono raccontati nella guida al Madonie UNESCO Global Geopark:
La speleologia si impara in gruppo, con istruttori, e il primo passo è un corso di introduzione. In Sicilia li organizzano le sezioni del CAI che hanno un gruppo speleologico, sotto l’egida della Scuola Nazionale di Speleologia.
L’ultima edizione pubblica che abbiamo trovato vicino alle Madonie è quella del CAI di Palermo: la 54ª, dal 5 al 25 marzo 2025, con lezioni teoriche il martedì sera ed esercitazioni all’aperto e in grotta. Era aperta da 15 anni in su, con certificato medico per attività non agonistica, e i posti erano limitati. Il gruppo speleologico della sezione ha uscite in programma anche nel 2026, riservate ai soci.
A un corso impari a usare l’attrezzatura, a muoverti in sicurezza sottoterra e a rispettare l’ambiente delle grotte. Sono cose che non si improvvisano e che questa pagina, di proposito, non spiega.
Per il resto della montagna, dalla scala CAI al soccorso, c’è l’articolo sulla sicurezza sui sentieri delle Madonie. Se ti interessa la roccia vista da fuori, la guida all’arrampicata sulle Madonie racconta le falesie attrezzate.
Aggiornata il 19 ottobre 2026
583 m s.l.m.
Il paese delle stelle, sotto le rocce delle Madonie
16 m s.l.m.
Il Duomo normanno, la Rocca e il mare ai piedi delle Madonie
680 m s.l.m.
La terrazza sul Tirreno sopra Cefalù
1039 m s.l.m.
La sede del Parco delle Madonie, ai piedi di Piano Battaglia
Esperienze
Gole di Tiberio, Grotta Grattara, Abisso del Vento, Abisso del Gatto e cascata Scopalacqua: dove sono, come si visitano e cosa è vietato sulle Madonie.
Esperienze
Madonie UNESCO Global Geopark: geoparco dal 2001, UNESCO dal 2015, 70 geositi e 220 milioni di anni di storia. Cosa vedere, sentieri geologici e musei.
Esperienze
Arrampicare sulle Madonie: la falesia di Passo Scuro a Castelbuono, le vie del CAI a Petralia Sottana, Collesano e Caltavuturo, corsi, regole e sicurezza.
Esperienze
Trekking nel Parco delle Madonie: dove camminare, il periodo giusto, la scala CAI, il Sentiero Italia, le guide ambientali, il CAI e le regole del Parco.
Info pratiche