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Fauna delle Madonie: aquila reale, grifoni tornati dopo 70 anni, capovaccai, daini, istrici e la farfalla Parnassius apollo siciliae. Dove vederli e regole.
Sulle Madonie vive una parte enorme della fauna siciliana: secondo l’Ente Parco nel Parco delle Madonie vivono tutte le specie di mammiferi dell’isola, oltre la metà degli uccelli e più della metà degli invertebrati siciliani. Sulle pareti nidifica l’aquila reale, e dal 2021 è tornato il grifone, estinto qui dagli anni Cinquanta: nel 2026 due coppie hanno fatto nascere i primi piccoli dopo circa 70 anni. Sulle vette vola la Parnassius apollo siciliae, una farfalla che vive solo qui.
Non tutto va bene. I daini, reintrodotti negli anni Ottanta, oggi sono troppi, e i cinghiali ibridati danneggiano boschi e prati. Questa guida racconta chi vive sulle Madonie, dove si osserva e quali regole rispettare.
In breve
I grandi mammiferi del passato, come il cervo e il lupo, sulle Madonie sono scomparsi. L’Ente Parco ricorda che oggi manca del tutto un predatore come il lupo, in tutta la Sicilia. Restano però molte specie, alcune rare.
| Animale | Nome scientifico | Note |
|---|---|---|
| Daino | Dama dama | Reintrodotto negli anni Ottanta, oggi in sovrannumero |
| Cinghiale e ibridi | Sus scrofa | Spesso incrociato con maiali, controllato con un piano di gestione |
| Istrice | Hystrix cristata | Specie protetta della direttiva Habitat |
| Lepre italica | Lepus corsicanus | Endemica dell’Italia meridionale e della Sicilia, vulnerabile per l’IUCN |
| Volpe rossa | Vulpes vulpes | Scheda dell’Ente Parco |
| Gatto selvatico | Felis silvestris | Citato da Wikipedia |
| Martora | Martes martes | Citata da Wikipedia |
| Ghiro e moscardino | Glis glis, Muscardinus avellanarius | Citati da Wikipedia |
| Donnola | Mustela nivalis | Citata da Wikipedia |
Il daino si estinse in Sicilia alla fine dell’Ottocento. Negli anni Ottanta l’Azienda Foreste Demaniali lo reintrodusse nel bosco della Ficuzza e sulle Madonie. Nella sua scheda del 2010 l’Ente Parco stimava nel parco meno di 300 daini.
Oggi i numeri sono diversi. Il conteggio dell’Ente Parco del 15 e 16 aprile 2025 ha contato almeno 1.856 daini in una sola sessione al tramonto. Il piano di controllo, partito nel maggio 2022, abbatte centinaia di capi ogni anno: 871 nel solo 2024, con le attività ferme per tutto il primo semestre.
Ai cinghiali, spesso ibridati con maiali, l’Ente Parco attribuisce danni a prati, sottobosco, orchidee e alla testuggine di Hermann, e perfino alla popolazione naturale di Abies nebrodensis. L’11 settembre 2026 il Consiglio del Parco ha chiesto alla Regione lo stato di emergenza per daini e cinghiali, con 224 selecontrollori già impegnati.
Nei giorni dei controlli l’Ente pubblica avvisi di “zona di pericolo” con le contrade interessate: leggili prima di uscire dai sentieri principali.
La lepre italica vive solo nell’Italia centro-meridionale e in Sicilia. Sulle Madonie era quasi sparita; secondo l’Ente Parco, dopo dieci anni di protezione è facile incontrarla ai margini dei boschi di media e alta montagna. È attiva soprattutto all’alba, al tramonto e di notte.
L’istrice è legato alle zone agricole e ai margini del bosco. La direttiva Habitat lo inserisce tra le specie che richiedono una protezione rigorosa.
L’Ente Parco scrive che nel parco vivono oltre la metà delle specie di uccelli siciliane. I rapaci sono i più cercati da chi fa birdwatching.
Aquila reale. Ha un’apertura alare di oltre due metri e nidifica sulle pareti rocciose delle alte Madonie. L’Ente Parco ha un progetto dedicato e alcuni sentieri hanno chiusure stagionali. Il tratto del sentiero 565 alla base di Pizzo Canna è vietato dal 1° febbraio al 30 luglio, perché il passaggio di escursionisti fa fallire la riproduzione. Da maggio a ottobre il Sentiero Italia tra Scillato e Piano Zucchi segue una variante.
Altri rapaci. Wikipedia elenca l’aquila del Bonelli, il falco pellegrino, il lanario, il gheppio, il lodolaio e la poiana, e tra i notturni allocco, civetta, assiolo e barbagianni.
Uccelli delle rocce. Sopra i 1.400 metri vivono il codirossone e il gracchio corallino, che usa doline e inghiottitoi per nidificare. La coturnice di Sicilia, sottospecie endemica dell’isola, è in declino in tutta la regione ma sulle Madonie è ancora presente.
Uccelli dei pascoli. L’Ente Parco cita succiacapre, tottavilla e averla piccola, legati ai pascoli e ai campi tradizionali.
Il grifone, un avvoltoio con un’apertura alare che può superare i due metri e mezzo, era presente sulle Madonie fino agli anni Cinquanta. Nel 2021 la Regione Siciliana, l’Ente Parco, il Parco dei Nebrodi, l’Istituto zooprofilattico, il Comune di Isnello e il Rotary hanno avviato la reintroduzione, con una voliera di ambientamento a Isnello.
Il nucleo fondatore è di 35 giovani grifoni arrivati dalla Spagna, 16 dei quali con un GPS satellitare. Secondo l’Ente Parco altri grifoni sono arrivati da soli da altre zone della Sicilia e d’Italia, e oggi se ne stimano almeno 80. Nel 2026 due coppie hanno nidificato sulle pareti del parco e i due giovani si sono involati: non succedeva da circa 70 anni.
Il progetto continua. Tra il 2026 e il 2027 arriveranno dalla Spagna altri 50-60 grifoni, con un protocollo tra Ente Parco, Comune di Isnello e Fondazione internazionale per la biodiversità del Mediterraneo. L’Ente fornirà le carcasse dei piani di controllo della fauna per alimentarli.
Con i carnai è tornato anche il capovaccaio, piccolo avvoltoio migratore che in siciliano si chiama Pasqualino, perché torna dall’Africa verso Pasqua. L’Ente Parco ne ha contato uno nel 2023 e cinque nel 2024; nel 2025 la prima coppia ha nidificato con successo, e nel 2026 è successo di nuovo. Il prossimo sogno dell’Ente è il gipeto, che secondo il naturalista Francesco Minà Palumbo nidificava sulle Madonie fino a metà Ottocento.
Lucertole, gongili, gechi, biacchi, bisce d’acqua, rane, discoglossi e rospi sono diffusi negli ambienti adatti, secondo Wikipedia. La testuggine di Hermann ha ancora una popolazione discreta nel parco, scrive l’Ente Parco, ma soffre per i cinghiali.
L’unico serpente velenoso è la vipera. Vive nei boschi e nelle pietraie e morde solo per difesa; i morsi all’uomo sono rari.
Nel territorio delle Madonie sono state trovate 90 delle 100 specie di farfalle diurne della Sicilia, secondo l’Ente Parco. Diverse sono endemiche o quasi: la scheda del Parco cita Hesperia comma hemipallida, Lycaena alciphron bellieri, Eumedonia eumedon nebrodensis e Polyommatus daphnis pallidecolor.
La più famosa è la Parnassius apollo siciliae, una farfalla bianca con macchie rosse che vive solo sulle aree sommitali delle Madonie. L’Ente Parco la considera uno dei relitti glaciali più importanti della fauna siciliana. Il CAI Sicilia la segnala sull’altopiano di Pizzo Carbonara, e l’Ente Parco nelle radure lungo il sentiero dell’Abies.
Il bruco dipende da piante del genere Sedum, l’adulto dal nettare dei fiori d’alta quota. Nel 2026 il monitoraggio dello zoologo del Parco Antonio Spinnato non ha trovato individui in alcune aree storiche: restano piccoli nuclei. La causa principale indicata è il pascolo dei daini, che riduce le piante di cui la farfalla ha bisogno.
Nell’estate del 2026 l’Ente Parco ha riunito a Petralia Sottana un tavolo di esperti e ha proposto la farfalla come simbolo della fauna del Parco, come l’Abies nebrodensis lo è per la flora. Tra le misure allo studio ci sono recinzioni temporanee per proteggere l’habitat e una gestione più efficace dei daini.
Gli animali selvatici si vedono meglio all’alba e al tramonto, con il binocolo e in silenzio. Qualche posto da cui cominciare:
Per conoscere le piante che fanno da casa a questi animali c’è la guida alla flora delle Madonie; per gli ambienti di bosco quella ai boschi e faggete.
Il regolamento di fruizione del Parco vieta di cacciare, introdurre armi, catturare o disturbare gli animali selvatici, che vanno lasciati tranquilli, senza grida o movimenti bruschi.
Prima di uscire controlla il meteo in quota e le regole generali nella guida al Parco delle Madonie.
Aggiornata il 19 ottobre 2026
Escursionistico Piano Battaglia · Ad anello
Escursionistico Contrada Quacella, SP119 · Ad anello
Escursionistico Case Marcatagliastro · Andata e ritorno
Escursionistico Piano Sempria · Andata e ritorno
583 m s.l.m.
Il paese delle stelle, sotto le rocce delle Madonie
1039 m s.l.m.
La sede del Parco delle Madonie, ai piedi di Piano Battaglia
423 m s.l.m.
Il paese del castello dei Ventimiglia, della manna e della testa di turco
920 m s.l.m.
Il paese dell'Abies nebrodensis, dello sfoglio e del fagiolo badda
239 m s.l.m.
Sorgenti, mulini ad acqua e arance
470 m s.l.m.
Ceramica, castello e il museo della Targa Florio
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Flora delle Madonie: circa 1.500 specie e 170 endemismi, più della metà delle piante siciliane. Endemiche, orchidee, peonie, dove vederle e quando fioriscono.
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Boschi delle Madonie: faggete fino a 1.900 m, lecci, sughere, agrifogli giganti e alberi di 800 anni. Dove sono, come riconoscerli e quando andarci.
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Le cime delle Madonie: Pizzo Carbonara 1.979 m, Pizzo Antenna Grande, Monte San Salvatore, Quacella e Mufara. Tabella delle altezze, sentieri e consigli.
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Il Parco delle Madonie: 39.679 ettari e 15 comuni tra Cefalù e le Petralie, istituito nel 1989. Zone di tutela, regole, cosa vedere e come arrivare.
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I piani delle Madonie: Piano Battaglia a 1.572 m, Piano Zucchi, Piano Sempria, Piano Cervi, Piano Pomo e Piano Catarineci. Quote, accessi e cosa fare.
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