Contrada Quacella, SP119 · Ad anello
Vallone Madonna degli Angeli e l'Abies nebrodensis
Sentiero dell'Abies nebrodensis nel Vallone Madonna degli Angeli, Polizzi Generosa: dove vedere l'abete delle Madonie, come arrivare dalla SP119, quando andare.
Lungo il cammino
- Gli ultimi Abies nebrodensis spontanei, circa 30 alberi adulti
- Vista sull'anfiteatro della Quacella, le "Alpi Siciliane"
- Leccio e faggio insieme nel Vallone Madonna degli Angeli
- Orchidee selvatiche e piante endemiche delle Madonie
- L'abbeveratoio di Casa Prato, con acqua fresca tutto l'anno
L’Abies nebrodensis, l’abete delle Madonie, cresce spontaneo in un solo posto al mondo: il Vallone Madonna degli Angeli, sopra Polizzi Generosa. Ne restano circa 30 alberi adulti. Il sentiero che li raggiunge parte dalla contrada Quacella, al km 8,3 della SP119, e si fa in mezza giornata da maggio a ottobre.
È una passeggiata in zona A del Parco, quella di massima tutela. Vai piano, guarda tanto e non toccare niente.
Perché fare questo sentiero
Perché vedi una specie che era data per estinta. A fine Settecento l’abete era ancora diffuso sulle montagne siciliane, poi lo sfruttamento dei boschi lo ha quasi cancellato.
Il Parco racconta la riscoperta così: nel 1958 il botanico Messeri, della facoltà di Scienze naturali di Palermo, riconobbe un grande Abies nebrodensis in un giardino privato di Polizzi Generosa. Sulle pendici di Monte Scalone, nel Vallone Madonna degli Angeli, furono poi trovati altri 25 esemplari, numerati e recintati uno per uno. Nel 1984 la Regione Siciliana ha istituito una riserva naturale per proteggerli.
Nel dicembre 2018, con un voto coordinato da Lorenzo Peruzzi dell’Università di Pisa, l’abete delle Madonie è stato scelto come pianta simbolo della Sicilia.
Come riconosci l’abete delle Madonie
È più piccolo dell’abete bianco: da adulto arriva al massimo a 15 metri. Il tronco è tozzo, la chioma larga, e i rami escono a croce. Da questo i nomi siciliani che riporta il Parco, arvuli cruci cruci e arvulu caccia diavuli.
Il primo esemplare che incontri è nascosto tra i lecci. Altri stanno al centro di grandi pietraie, isolati, e li vedi da lontano.
Cosa vedi lungo il percorso
Si parte su una strada sterrata chiusa alle auto, dentro un rimboschimento di pino nero, cedro deodara e cedro dell’Atlante. Appena esci dal bosco si apre l’anfiteatro della Quacella: pareti e guglie di roccia che il botanico Lojacono Pojero chiamava “Alpi Siciliane”.
Lungo la sterrata il Parco segnala piante rare ed endemiche: astragalo dei Nebrodi, lino di montagna, lino delle fate siciliano, saponaria sicula, giaggiolo nano siciliano. In primavera fioriscono molte orchidee selvatiche, alcune esclusive delle Madonie.
Nel vallone il leccio e il faggio crescono insieme. Più avanti, nelle radure, d’estate vola la Parnassius apollo di Sicilia, una farfalla endemica.
Il giro scende poi a un abbeveratoio con acqua sempre fresca, accanto a Casa Prato, e torna alla SP119 sulla sterrata dell’andata.
Per chi è e quando andare
Il sentiero è escursionistico, senza passaggi difficili. Serve passo sicuro sulle pietraie e un po’ di allenamento: va bene anche per famiglie con ragazzi abituati a camminare.
Il periodo giusto va da maggio a ottobre. La primavera è la stagione delle orchidee, l’autunno quella dei colori. D’inverno il Parco sconsiglia le escursioni nelle alte Madonie.
Come arrivare alla partenza
Da Polizzi Generosa prendi la SP119, la strada che sale verso Portella Colla e Piano Battaglia. Al km 8,3, in contrada Quacella, una sterrata si stacca dalla provinciale ed è chiusa da un cancello della Forestale: si passa a piedi dai varchi laterali.
Da febbraio 2026 la SP119 tra Polizzi Generosa e Portella Colla è chiusa per una frana vicino al bivio di Portella Colla, e mentre scriviamo non risulta riaperta: finché resta chiusa, la partenza del km 8,3 non si raggiunge in auto. Prima di partire controlla la pagina sulla viabilità delle Madonie e il meteo a Polizzi Generosa.
Dove dormire e mangiare
Polizzi Generosa è il paese più vicino e il più comodo come base. Trovi le strutture in dove dormire a Polizzi Generosa e i locali in dove mangiare a Polizzi Generosa.
Se sei in zona la terza domenica di agosto c’è la Sagra delle nocciole, a settembre la Fera di San Gandolfo. La scheda di Polizzi Generosa racconta il resto del paese.
Regole e consigli
- Resta sul sentiero. Il Parco vieta di raccogliere o danneggiare piante, anche i semenzali: ogni giovane abete conta.
- Niente fuochi, niente bivacchi, niente rifiuti lasciati indietro.
- Con allerta meteo per vento, pioggia forte o neve non entrare nei boschi: il Parco lo vieta per il rischio di rami e alberi che cedono.
- Porta acqua da casa: l’abbeveratoio è a metà giro.
Da qui partono anche altre due escursioni che raccontiamo nel sito: Monte San Salvatore e Monte Quacella.
Domande frequenti
- Dove si vede l'Abies nebrodensis?
- Allo stato spontaneo cresce solo nel Parco delle Madonie, sulle pendici del Vallone Madonna degli Angeli e di Monte Scalone, nel territorio di Polizzi Generosa, tra 1.400 e 1.600 metri circa. Il sentiero degli Abies parte dalla contrada Quacella, al km 8,3 della SP119, e passa accanto a diversi esemplari.
- Quanti Abies nebrodensis sono rimasti?
- La popolazione naturale adulta conta circa 30 alberi, secondo il Distretto turistico Cefalù Madonie. Intorno crescono giovani piante nate spontaneamente e altre messe a dimora nei progetti di conservazione. L'IUCN inserisce la specie tra le piante più minacciate del Mediterraneo.
- Quanto dura il sentiero dell'Abies nebrodensis?
- Conta mezza giornata, soste comprese. Il giro descritto dal Parco sale su una sterrata forestale, entra nel vallone su sentiero e torna sulla stessa sterrata dell'andata. La pendenza è moderata, ma ci sono tratti su pietraia dove si va piano.
- È un sentiero adatto ai bambini?
- Con bambini che camminano già qualche ora senza fatica va bene: la prima parte è una strada forestale larga. Il tratto tra gli abeti è un sentiero vero, a tratti su pietre. Spiega prima ai bambini che qui non si raccoglie niente, nemmeno una pigna.
- Qual è il periodo migliore per vedere l'Abies nebrodensis?
- Da maggio a ottobre. In primavera fioriscono le orchidee e le piante endemiche lungo la sterrata, d'estate puoi vedere la farfalla Parnassius apollo di Sicilia nelle radure. D'inverno la neve e la strada rendono l'accesso incerto, e il Parco sconsiglia le escursioni in alta quota in quella stagione.
- Dove si parcheggia per il sentiero degli Abies?
- La partenza è al km 8,3 della SP119, la strada che sale da Polizzi Generosa verso Piano Battaglia, in contrada Quacella. Qui una sterrata è chiusa alle auto da un cancello della Forestale con passaggi pedonali laterali. Lascia l'auto senza bloccare il cancello. Da febbraio 2026 però la SP119 è chiusa per frana: verifica che sia stata riaperta prima di partire.
- Si può raccogliere una pigna o un ramo di Abies nebrodensis?
- Il regolamento lo vieta. Il sentiero è in zona A del Parco delle Madonie, quella di massima tutela, dove è proibito raccogliere o danneggiare piante o parti di esse. Con una popolazione così piccola anche i semi contano: lasciali dove sono.
Fonti
- Ente Parco delle Madonie, Sentiero degli Abies nebrodensis
- Visit Polizzi Generosa, Abies nebrodensis path
- Distretto turistico Cefalù Madonie Himera, sentiero 561 (popolazione di Abies nebrodensis)
- Ente Parco delle Madonie, elenco dei divieti di fruizione
- La Sicilia, frana sulla SP119 e chiusura della strada (6 febbraio 2026)
Pagina aggiornata il 19 ottobre 2026
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- Distanza
- circa 10 km
- Tempo
- circa 3 h