Sapori
Sapori delle Madonie
La manna delle Madonie è la linfa dei frassini incisa a mano a Castelbuono e Pollina: Presidio Slow Food, raccolta estiva, tipi, usi e dove comprarla.
La manna delle Madonie è la linfa del frassino che d’estate esce da tagli fatti a mano sulla corteccia e, seccando al sole, diventa una stalattite bianca e leggera. Oggi si produce su circa 250 ettari di frassineti tra Castelbuono e Pollina, in provincia di Palermo. È un Presidio Slow Food, si raccoglie tra luglio e settembre e si compra tutto l’anno.
In breve
Quando il frassinicoltore incide il tronco, dalla ferita esce una sostanza azzurrina e resinosa. A contatto con l’aria e col sole forte si rapprende in stalattiti biancastre: quella è la manna. La descrizione è della Fondazione Slow Food, che la definisce un dolcificante naturale con pochissimo glucosio e fruttosio.
Il componente principale è il mannitolo. Nella manna genuina analizzata da Caligiani e colleghi (Fitoterapia, 2013) va da 39 a 48 grammi ogni 100. Il resto sono altri zuccheri, soprattutto mannotriosio e fruttosio.
Le stalattiti buone sono leggere, spugnose e quasi insapori, scrive Slow Food. Fiasconaro, che la usa nei suoi lievitati, parla di una dolcezza equilibrata che lascia il palato pulito.
Un tempo i frassineti coprivano migliaia di ettari in tutta la Sicilia nord-occidentale. Oggi ne restano circa 250 nei territori di Pollina e Castelbuono, e solo il 20-30% degli alberi è ancora produttivo (Fondazione Slow Food).
Sono terreni scoscesi e marginali, mai adatti alle macchine né a colture più redditizie. Slow Food sottolinea che i frassineti tengono insieme il suolo e li paragona a un museo all’aperto.
La scheda tecnica del prodotto tradizionale, compilata dalla Regione Siciliana, allarga l’area ai Comuni di Castelbuono, Pollina, Geraci Siculo e Cefalù. Il Presidio Slow Food, invece, riunisce i frassinicoltori di Castelbuono e Pollina.
Se vuoi vedere i paesi della manna, parti dalle schede di Castelbuono e Pollina: stanno entrambi sul versante nord del Parco delle Madonie, verso il mare.
In Sicilia la manna si ricava da due specie: il frassino meridionale (Fraxinus angustifolia) e l’orniello (Fraxinus ornus). Uno studio pubblicato su Antioxidants nel 2019 indica F. angustifolia come la specie più diffusa e più produttiva nella zona di Castelbuono. Il produttore di dolci Fiasconaro, che compra manna a Castelbuono e Pollina, cita invece l’orniello.
L’albero vuole estati calde, secche e ventilate. Una pioggia o troppa umidità fermano la colata, e allora l’annata va male. Per questo la quantità raccolta cambia molto da un anno all’altro.
La raccolta è ancora tutta manuale. Ecco le fasi descritte da Slow Food e dalla scheda regionale.
La scheda regionale elenca anche gli altri attrezzi del mestiere: la scatola, l’archetto e lo stinnituri.
Non tutta la manna ha lo stesso valore. La differenza la fa il contatto con la corteccia.
| Tipo | Come si forma | A cosa serve |
|---|---|---|
| Cannolo (manna eletta) | stalattite che scende dal taglio senza toccare il tronco | la più pura e pregiata, venduta intera in erboristeria e in bottega |
| Rottame | linfa che si rapprende sulla corteccia e va raschiata | contiene impurità, va soprattutto all’industria della mannite |
| In sorte | terza categoria commerciale indicata dalla scheda regionale |
Il Presidio Slow Food riconosce solo la manna eletta, cioè il cannolo.
Il Presidio riunisce alcuni coltivatori di frassino da manna che si sono dati un disciplinare. Gli obiettivi sono due: migliorare la tecnica di raccolta, per avere più manna di alta qualità, e difendere la manna naturale dalle contraffazioni. È sostenuto dalla Regione Siciliana.
Le falsificazioni non sono un’ipotesi. Lo studio del 2013 su Fitoterapia ha trovato campioni venduti come manna fatti in gran parte di mannitolo e sorbitolo.
La manna compare anche nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali del Ministero dell’Agricoltura, alla voce “Manna” tra i prodotti della Regione Siciliana. Il riconoscimento PAT certifica metodi di lavorazione usati in modo uniforme da almeno 25 anni, ma non è un marchio di origine come DOP e IGP.
La scheda regionale fa risalire la manna in Sicilia al periodo arabo, tra il IX e l’XI secolo. Fino al secondo dopoguerra la coltivazione del frassino è stata l’attività prevalente di molte famiglie delle Madonie (Fondazione Slow Food).
Negli anni Cinquanta migliaia di quintali partivano per l’estero o per le fabbriche italiane di mannite. Allora un raccoglitore portava a casa circa 300 chili di manna l’anno; oggi circa 90. Nel 1965 un chilo valeva 1.500 lire.
Slow Food descrive raccoglitori ancora numerosi ma in gran parte anziani, e solo due che vivono soprattutto di manna. Per le cifre delle ultime stagioni e le voci dei frassinicoltori c’è il nostro racconto sulla manna di Castelbuono.
La gran parte della manna prodotta va all’industria. Se ne estrae la mannite, che in pani serve alla cosmetica e alla farmaceutica per lassativi, diuretici e dolcificanti (Fondazione Slow Food).
La manna pura in cannolo si vende in erboristeria come depurativo e blando lassativo. Se pensi di usarla per questo, chiedi prima al medico o al farmacista, soprattutto per bambini e anziani.
In cucina è un dolcificante delicato:
Per gli altri dolci della zona, dal panettone alla testa di turco, leggi la guida ai dolci tipici delle Madonie. Le ricette documentate sono nella guida alle ricette madonite.
Tre controlli semplici, da fare in bottega:
Se il venditore non sa dirti da dove viene, chiedi del Presidio. Il disciplinare esiste proprio per distinguere la manna naturale dalle imitazioni.
La Sagra della Manna di Pollina è l’occasione più comoda. Nel 2026 si è tenuta il 13 agosto: dal 10 al 13 agosto, alle 10, si potevano visitare su prenotazione i frassineti in cui si incide ancora il tronco, e il Museo della Manna era aperto dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 21 (MadoniePress, 5 agosto 2026).
In agosto, prima o dopo la sagra, a Castelbuono si possono abbinare una camminata nel Bosco di Castelbuono e una notte in paese: le strutture sono in dove dormire a Castelbuono. Le altre feste di prodotto dell’estate sono nel calendario delle sagre delle Madonie.
Aggiornata il 19 ottobre 2026
423 m s.l.m.
Il paese del castello dei Ventimiglia, della manna e della testa di turco
664 m s.l.m.
Il teatro di pietra e la manna, sopra il mare di Finale
1077 m s.l.m.
La prima capitale dei Ventimiglia, sopra i boschi delle Madonie
16 m s.l.m.
Il Duomo normanno, la Rocca e il mare ai piedi delle Madonie
Sapori
Dolci tipici delle Madonie paese per paese: testa di turco di Castelbuono, sfoglio di Polizzi, panettone alla manna, biscotti di Gratteri e dove comprarli.
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