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Le case di Polizzi Generosa sul colle, tra abeti e cielo sereno
neekoh.fi / Wikimedia Commons, CC BY 2.0

920 m s.l.m. · Parco delle Madonie

Polizzi Generosa

Il paese dell'Abies nebrodensis, dello sfoglio e del fagiolo badda

  • Abies nebrodensis
  • Presidio Slow Food del fagiolo badda

Cosa vedere a Polizzi Generosa: chiesa madre con il trittico fiammingo, Badia Vecchia, Abies nebrodensis, sfoglio e fagiolo badda. Feste e sentieri.

Pagina aggiornata il 19 ottobre 2026

Polizzi Generosa è un paese di 2.745 abitanti (stima ISTAT al 1° gennaio 2026) a 920 metri, sul versante ovest delle Madonie, affacciato sull’alta valle dell’Imera. Ci vieni per il centro storico pieno di chiese, per il trittico fiammingo della chiesa madre, per lo sfoglio e il fagiolo badda e perché qui, nel Vallone Madonna degli Angeli, crescono gli ultimi Abies nebrodensis del mondo.

Dall’uscita Scillato della A19 sono 18 km di SS643: da Palermo ci arrivi in un’ora e 20 minuti.

Polizzi Generosa in breve

I dati principali, con la fonte indicata in fondo alla pagina.

Dove Versante ovest delle Madonie, provincia di Palermo, nel Parco delle Madonie
Quota 920 m
Abitanti 2.745 (stima ISTAT al 1° gennaio 2026)
Da Palermo 85 km, circa 1 ora e 20 minuti (A19 uscita Scillato, SS643)
Da Catania 141 km, circa 1 ora e 50 minuti
Da Cefalù 58 km, circa 1 ora (A20, A19, SS643)
Patrono San Gandolfo, festa la terza domenica di settembre
Da non perdere Chiesa madre, Badia Vecchia, belvedere, sentiero dell’Abies nebrodensis

Un po’ di storia

Il colle di Polizzi è frequentato almeno dal VI secolo a.C. Nel IV secolo a.C. stava sul confine tra i domini punici e quelli di Siracusa e aveva una fortezza con mercenari venuti dalla Campania. Una necropoli ellenistica è venuta alla luce in contrada San Pietro; i reperti sono nel museo del paese.

Il nome viene dal greco polis, città: il geografo arabo al-Idrisi lo scrive Bulis, i documenti normanni Politium. Lo storico Michele Amari identificava Polizzi con la Città del Re, Basileopolis, fondata nell’880.

Dopo i Normanni Polizzi diventò città demaniale, cioè dipendente direttamente dal re, e nodo della via del grano verso i porti di Termini e di Licata. Arrivarono quasi tutti gli ordini religiosi: fino all’Unità d’Italia il paese aveva 32 chiese e 19 conventi e monasteri. La peste del 1575-76 segnò l’inizio del declino.

L’appellativo “Generosa”, secondo la tradizione, venne da Federico II, colpito dall’accoglienza ricevuta. Fu reso ufficiale nel 1863. A Polizzi nacque lo scrittore Giuseppe Antonio Borgese, a cui è dedicato un parco letterario.

Cosa vedere a Polizzi Generosa

Il centro storico conserva quartieri di origine diversa, dall’arabo al normanno, e più di venti chiese ancora in piedi. Molte si aprono solo in occasioni particolari: chiedi alla Pro Loco o in parrocchia.

Da piazza Matteotti a piazza Umberto I

L’itinerario classico parte da piazza Matteotti, l’ingresso orientale del paese, con la chiesa del Carmine, che fu dei Domenicani e poi dei Carmelitani fino al 1866. Lungo via Giovanni Borgese la vista si apre sulla valle; arrivi così in piazza Umberto I.

In via Cardinale Mariano Rampolla c’è palazzo Gagliardo, del Cinquecento, con il portale in arenaria e gli ornamenti a bugne.

La chiesa madre di Santa Maria Assunta

È la chiesa più importante del paese. Custodisce un trittico fiammingo che il sito turistico del Comune attribuisce a Rogier van der Weyden, insieme ad altre opere d’arte.

La Badia Vecchia e la Badia Nuova

La chiesa di Santa Margherita, o Badia Vecchia, del Quattrocento, era la chiesa del monastero delle benedettine di clausura: dentro ci sono stucchi dorati e decorazioni neoclassiche.

La chiesa di Santa Maria delle Grazie, o Badia Nuova, fu voluta alla fine del Quattrocento dalla famiglia Signorino, con il suo monastero benedettino. Le due badie sono legate allo sfoglio: la tradizione vuole che le monache lo abbiano inventato qui.

San Nicolò de Franchis e le chiese medievali

La chiesa di San Nicolò de Franchis, del 1167, è tra le più antiche del paese ed era il centro della comunità latina. Polizzi ha anche i ruderi della chiesa della Commenda, del 1177, l’ultima sede dei cavalieri dell’Ordine di San Giovanni, e la chiesa di Sant’Antonio Abate, che la tradizione vuole costruita su una moschea.

I musei

Il Museo Civico Archeologico, nell’ex Collegio dei Gesuiti accanto al palazzo comunale, espone i reperti della necropoli ellenistica di contrada San Pietro. Il Museo Ambientalistico Madonita, aperto nel 1990, racconta la natura del parco. Non abbiamo trovato orari ufficiali aggiornati: chiedi alla Pro Loco.

Il castello e il belvedere

Del castello, di origine bizantina e fortificato dai Normanni, restano i ruderi nella parte alta del paese, insieme a quelli di una cappella palatina del Quattrocento. Dal paese, aggrappato alla rupe, si domina l’alta valle dell’Imera.

Il parco letterario Giuseppe Antonio Borgese

Lo scrittore e critico Giuseppe Antonio Borgese nacque a Polizzi Generosa e ne parlò spesso nei suoi libri, chiamandolo il paese “aggrappato a un’alta roccia”. Il parco letterario a lui dedicato collega i luoghi del paese e del paesaggio intorno con le citazioni delle sue opere: un modo diverso di girare il centro, con un libro in tasca.

L’abete delle Madonie, la ragione per salire

L’Abies nebrodensis è un abete che cresce spontaneo solo qui. A fine Settecento era ancora diffuso sulle montagne siciliane, poi il taglio dei boschi lo ha quasi fatto sparire. Secondo l’Ente Parco, nel 1958 il botanico Messeri riconobbe un grande esemplare in un giardino privato di Polizzi; sulle pendici di Monte Scalone, nel Vallone Madonna degli Angeli, ne furono poi trovati altri 25, numerati e recintati uno per uno.

Nel 1984 la Regione Siciliana ha istituito una riserva per proteggerli. Oggi restano circa 30 alberi adulti, più le piante giovani nate da sole o messe a dimora. Il sentiero che li raggiunge è in zona A del Parco, quella di massima tutela: non si raccoglie niente, nemmeno una pigna. Storia, tutela e come riconoscerlo sono nella guida all’Abies nebrodensis.

Cosa fare a Polizzi Generosa e nei dintorni

Altre idee sono in cosa fare a Polizzi Generosa.

Cosa mangiare a Polizzi Generosa

  • Sfoglio. Torta di pasta ripiena di tuma, zucchero, cioccolato e cannella. Nato nei monasteri benedettini della Badia Vecchia e della Badia Nuova, oggi è riconosciuto come prodotto agroalimentare tradizionale.
  • Fagiolo badda. Piccolo e tondo, avorio con macchie rosate o viola scuro. Si coltiva negli orti di Polizzi da due secoli ed è un Presidio Slow Food: leggi la guida ai legumi e grani antichi delle Madonie.
  • Nocciole. Per secoli una delle colture del paese; ad agosto c’è la sagra.
  • Pipiddu. Il piccolo peperone conico di Polizzi, verde che vira al rosso, arrostito e condito con olio, basilico e aceto. Era il companatico dei raccoglitori di nocciole.
  • Coniglio polizzano e i formaggi polizzani.

Per un tavolo guarda dove mangiare a Polizzi Generosa. Gli altri prodotti sono in sapori delle Madonie.

Feste ed eventi a Polizzi Generosa

I periodi qui sotto sono quelli abituali. Date e programmi dell’anno sono nelle singole schede.

Periodo Evento
Fine luglio Politium Circus
Terza domenica di agosto Sagra delle Nocciole
Terza domenica di settembre Fera di San Gandolfo

La Sagra delle Nocciole è arrivata nel 2026 alla 69ª edizione, con i concerti in piazza Trinità e la sfilata dei carretti siciliani la domenica. Tutto il calendario è in eventi a Polizzi Generosa.

Quando andare a Polizzi Generosa

  • Primavera (maggio-giugno): orchidee e piante endemiche lungo il sentiero dell’Abies, campagne verdi.
  • Estate: la stagione migliore per i sentieri in quota, con la Sagra delle Nocciole ad agosto.
  • Autunno: a settembre San Gandolfo; a ottobre si raccolgono i fagioli badda e i boschi cambiano colore.
  • Inverno: freddo e possibile neve. Le strade per i sentieri in quota possono essere chiuse: il Parco sconsiglia le escursioni ad alta quota in questa stagione.

Prima di partire guarda il meteo di Polizzi Generosa.

Come arrivare a Polizzi Generosa

Serve l’auto. Le distanze sono calcolate da noi con OSRM su dati OpenStreetMap, senza traffico.

Partenza Distanza Tempo Strada
Palermo 85 km 1 h 20 min A19 uscita Scillato, SS643
Catania 141 km 1 h 52 min A19, SS120, SS643
Cefalù 58 km 56 min A20, A19 uscita Scillato, SS643
Petralia Sottana 17 km 19 min SS643, SS120
Piano Battaglia (via Petralia Sottana, SP119 chiusa) 35 km 43 min SS643, SS120, SP54

D’inverno l’ordinanza ANAS 2025/2026 chiedeva catene a bordo o gomme invernali sulla SS643 dal km 0 al km 15 dal 1 dicembre al 31 marzo, e sulla A19 tra Scillato e Mulinello dal 15 novembre al 15 marzo. Nel febbraio 2026 la SP119 è stata chiusa per una frana vicino a Portella Colla: guarda gli avvisi nella guida alla viabilità sulle Madonie.

Dove dormire e dove mangiare

Puoi dormire nel centro storico o in un agriturismo nelle campagne. Gli elenchi aggiornati, con la fonte di ogni scheda, sono in dove dormire a Polizzi Generosa e dove mangiare a Polizzi Generosa. I sentieri del comune sono in sentieri vicino a Polizzi Generosa.

Cosa vedere

  1. Chiesa madre di Santa Maria Assunta con il trittico fiammingo
  2. Chiesa di Santa Margherita o Badia Vecchia
  3. Chiesa di Santa Maria delle Grazie o Badia Nuova
  4. Chiesa di San Nicolò de Franchis (1167)
  5. Palazzo Gagliardo
  6. Ruderi della Commenda dei Cavalieri di Malta
  7. Belvedere sulla valle dell'Imera
  8. Vallone Madonna degli Angeli e gli ultimi Abies nebrodensis

Meteo a Polizzi Generosa

Previsioni complete →

15°

Poco nuvoloso

Oggi
13° / 20°
Vento
12 km/h E
Neve al suolo
no
Zero termico
3800 m
  1. mar 2013° 20°
  2. mer 2115° 20°
  3. gio 2212° 18°
  4. ven 2311° 17°
  5. sab 2412° 17°

Aggiornato il 20 ottobre alle 08:48 · Previsioni Open-Meteo.com (CC BY 4.0)

Da assaggiare

  • Sfoglio polizzano
  • Fagiolo badda (Presidio Slow Food)
  • Nocciole
  • Pipiddu, il peperone di Polizzi
  • Formaggi polizzani

Appuntamenti

  • Politium Circus (fine luglio)
  • Sagra delle Nocciole (agosto)
  • Fera di San Gandolfo (settembre)

Eventi a Polizzi Generosa →

Domande frequenti

Dove si vede l'Abies nebrodensis vicino a Polizzi Generosa?
L'Abies nebrodensis cresce spontaneo solo nel Vallone Madonna degli Angeli, nel territorio di Polizzi Generosa, tra 1.400 e 1.600 metri. Il sentiero parte dalla contrada Quacella, al km 8,3 della SP119, e si fa in mezza giornata da maggio a ottobre. Ne restano circa 30 alberi adulti, in zona A del Parco delle Madonie.
Cos'è lo sfoglio di Polizzi Generosa?
Lo sfoglio, o sfuogghiu, è una torta di pasta ripiena di tuma, il formaggio fresco, con zucchero, cioccolato e cannella. Secondo la tradizione lo inventarono le monache benedettine della Badia Vecchia e della Badia Nuova, con la tuma che i pastori davano loro per l'uso dei pascoli. Lo trovi nelle pasticcerie del paese tutto l'anno.
Cos'è il fagiolo badda?
Il fagiolo badda è un fagiolo piccolo e tondo, coltivato da due secoli negli orti di Polizzi Generosa. È bicolore: avorio con macchie rosate o con macchie viola quasi nere. Badda in dialetto vuol dire palla. È un Presidio Slow Food; si semina a giugno e i fagioli secchi si raccolgono tra ottobre e novembre.
Quanto dista Polizzi Generosa da Palermo?
Da Palermo sono circa 85 km e un'ora e 20 minuti in auto: autostrada A19 verso Catania fino all'uscita Scillato, poi 18 km di SS643 in salita. Da Cefalù circa 58 km e un'ora, da Catania circa 141 km e un'ora e 50 minuti. Distanze calcolate da noi con OSRM su dati OpenStreetMap.
Da Polizzi Generosa si arriva a Piano Battaglia?
Da Polizzi Generosa la SP119 sale verso Portella Colla e Piano Battaglia: circa 17 km e 22 minuti. Nel febbraio 2026 la strada è stata chiusa per una frana vicino al bivio di Portella Colla. Prima di partire controlla gli avvisi sulla viabilità; l'alternativa passa da Petralia Sottana con SS120 e SP54, circa 35 km e 43 minuti secondo il nostro calcolo su OpenStreetMap.
Perché si chiama Polizzi Generosa?
Il nome Polizzi viene dal greco polis, città, e compare come Bulis nel geografo arabo al-Idrisi. L'appellativo Generosa, secondo la tradizione, lo diede Federico II per l'accoglienza ricevuta. È diventato ufficiale con il regio decreto n. 1218 del 1863, che riconobbe il nome usato da secoli.

Fonti

Pagina aggiornata il 19 ottobre 2026