Cultura
Storia e cultura delle Madonie
La storia delle Madonie: grotte preistoriche, Greci e Romani, Arabi, Normanni, la contea dei Ventimiglia, l'età moderna, il Parco e lo spopolamento.
La storia delle Madonie comincia nelle grotte, con insediamenti del Neolitico e dell’Eneolitico, passa per le città greche e romane della costa e dell’interno, per le rocche arabe e per i castelli normanni. Dal Duecento al Seicento il territorio è diviso in contee feudali, la più potente quella dei Ventimiglia di Geraci e Castelbuono. Nel Novecento arrivano la Targa Florio, l’emigrazione e, nel 1989, il Parco delle Madonie.
In breve
Questa tabella mette in fila le date principali. Le fonti sono indicate in ciascuna sezione qui sotto.
| Anno | Cosa succede |
|---|---|
| IV-III millennio a.C. | si abita la Grotta del Vecchiuzzo, vicino a Petralia Sottana |
| fine V secolo a.C. | Kephaloidion, l’odierna Cefalù, è un centro indigeno aperto ai commerci |
| 254 a.C. | Cefalù e Petra (Petralia) passano ai Romani nella prima guerra punica |
| 858 | gli Arabi conquistano Cefalù |
| 881-882 | battaglia di Caltavuturo tra Bizantini e Aghlabidi |
| 938 | Halil sottomette le rocche di Caltavuturo, Collesano e Sclafani |
| 1062 | i Normanni conquistano Petralia |
| 1072 | Geraci diventa capitale di una contea normanna |
| 1131 | Ruggero II fonda il Duomo di Cefalù |
| 1234 | Federico II dà a Polizzi il titolo di Generosa |
| 1258 | la contea di Geraci passa ai Ventimiglia |
| 1317 | Francesco I Ventimiglia fonda il castello di Castelbuono |
| 1451 | Cefalù viene riscattata dal vescovo |
| 1454 | i Ventimiglia spostano la residenza a Castelbuono |
| 1693 | il terremoto rende inagibile il castello di Collesano |
| 1788 | gli abitanti di Isnello ricomprano le terre della contea |
| 1906 | prima Targa Florio |
| 1989 | nasce il Parco delle Madonie |
| 2015 | il Parco diventa UNESCO Global Geopark |
Le prime tracce umane sulle Madonie stanno nelle grotte, nei calcari che formano queste montagne.
La più studiata è la Grotta del Vecchiuzzo, vicino a Petralia Sottana. L’hanno esplorata per primi Collisani e Carapezza nel 1936 e scavata dal 1937: è stata usata come abitazione e forse come santuario, con i resti di almeno quindici persone (Lauria e Messina, 2013). Oggi i reperti di Petralia stanno nel Museo Civico Antonio Collisani.
L’Ente Parco segnala anche reperti dell’Eneolitico nelle grotte del territorio di Isnello e insediamenti già dal Neolitico nella valle dove sorge Castelbuono.
Sulla costa, Kephaloidion, l’odierna Cefalù, era secondo l’Ente Parco un centro indigeno della fine del V secolo a.C., cresciuto grazie ai contatti con i popoli che passavano per la Sicilia. Nel 254 a.C. i Romani la presero con l’inganno e ne fecero una città decumana, cioè tenuta a pagare la decima: diventò Cephaloedium.
All’interno c’era Petra, all’origine di Petralia. Nello stesso 254 a.C., durante la prima guerra punica, gli abitanti aprirono le porte ai consoli romani e passarono dai Cartaginesi a Roma. Petra diventò anche lei città decumana e una grande produttrice di grano (Ente Parco).
Il nome di Geraci viene dal greco ierax, avvoltoio, e l’Ente Parco data a circa il 550 a.C. un insediamento greco sulla rocca. Sopra Caltavuturo, sul Monte Riparato, gli scavi dal 1975 hanno trovato un abitato ellenistico con terme del III secolo a.C. e le necropoli di Santa Venere e Pizzo Sant’Angelo; i reperti sono al Museo Civico di Caltavuturo.
A Gangi il museo di Palazzo Sgadari espone reperti da Monte Alburchia, dove alcuni studiosi collocano Engyon, la città di fondazione cretese citata dalle fonti antiche: una questione ancora aperta.
Dopo Roma la Sicilia passa ai Vandali, ai Goti e all’Impero d’Oriente. L’Ente Parco attribuisce all’età bizantina i ruderi del castello di Isnello e l’origine di Polizzi, allora chiamata Baseapolis, città del re.
Gli Arabi conquistano Cefalù nell’858 e la chiamano Gafludi. Petralia diventa Batraliah, Isnello Menzil al Himar, villaggio fortificato (Ente Parco). Il nome di Caltavuturo viene da Qal’at Abi Thawr, il castello di Abi Tur: secondo le cronache, nell’881-882 qui un esercito bizantino sconfisse quello aghlabide guidato da Abu Thawr. Un’altra spiegazione del nome è “rocca dell’avvoltoio”.
Collesano nasce come città araba su Monte d’Oro, la montagna che sovrasta il paese a ovest, dove restano tracce dell’abitato antico (Ente Parco). Nel 938, secondo la Cronaca di Cambridge, il capo militare Halil sottomise le rocche di Caltavuturo, Collesano e Sclafani.
I Normanni del conte Ruggero arrivano negli anni Sessanta dell’XI secolo. Petralia cade nel 1062 e Ruggero ne fortifica castello, torri e bastioni. Nel 1063 prende Cefalù. Nel 1072 Geraci diventa capitale di una contea (Ente Parco).
Le Madonie diventano terra di signorie. La contessa Adelasia, nipote di Ruggero, fa crescere Polizzi, dove convivono Greci, Arabi, Latini ed Ebrei, e costruisce il castello di Collesano. Re Ruggero II fonda la Collesano di oggi tra il 1130 e il 1140 e nel 1131 avvia il Duomo di Cefalù, con la diocesi.
Dei Normanni restano il Duomo, oggi patrimonio UNESCO, e i castelli rifatti sulle rocche. Li trovi nelle guide alle chiese e ai castelli delle Madonie.
Con gli Svevi arriva un segno di favore: nel 1234 Federico II concede a Polizzi il titolo di Generosa. Polizzi resterà quasi sempre città demaniale, cioè del re e non di un feudatario, difendendo la sua indipendenza (Ente Parco).
Il resto del territorio è diviso in contee. La più importante è quella di Geraci, che nel 1258 passa a Enrico Ventimiglia, di famiglia genovese, sposando Elisabetta Creon (Orazio Cancila; l’Ente Parco indica il 1252). I Ventimiglia governano da Geraci, fondano Castelbuono nel 1317, diventano marchesi nel 1436, primo titolo di questo rango nel Regno di Sicilia, e nel 1454 portano la corte e le reliquie di Sant’Anna a Castelbuono.
Le altre signorie:
La storia della famiglia dei Ventimiglia, castello per castello, è nel nostro articolo sui castelli dei Ventimiglia.
Tra Cinquecento e Settecento le Madonie si riempiono di chiese, conventi e opere d’arte: è l’epoca dei marmi dei Gagini, dei dipinti dello Zoppo di Gangi, dei crocifissi di Frate Umile da Petralia.
Polizzi Generosa vive il suo periodo più ricco nel Rinascimento, perché è il nodo di due trazzere regie, la “Messina Montagne” e la “Montagna-Marine”. La peste della fine del Cinquecento ne dimezza gli abitanti (Ente Parco). Collesano cresce sotto i Cardona e i Moncada e sviluppa la ceramica, per cui è conosciuta ancora oggi.
Nascono anche paesi nuovi. Castellana Sicula si forma nel Seicento con contadini venuti dai paesi vicini nella pianura fertile; il duca di Ferrandina ottiene da Filippo V di Spagna il diritto di fondare nuovi borghi (Ente Parco). Scillato cresce intorno ai mulini sulle sorgenti: tredici, costruiti tra il 1156 e il 1800, e diventa comune autonomo solo nel 1961.
Il terremoto del 1693 rende inagibile il castello di Collesano. Nel 1742 a Cefalù aprono i consolati di commercio di Francia, Danimarca, Svezia e Norvegia, e la città diventa una tappa del Grand Tour. Nel 1788 gli abitanti di Isnello ricomprano le terre della contea e si liberano dei baroni.
Nell’Ottocento lo Stato confisca i beni ecclesiastici: a Caltavuturo, per esempio, i frati lasciano il convento di San Francesco nel 1886 (Ente Parco). Oggi quel convento ospita il Museo Civico.
Nel 1906 Vincenzo Florio porta sulle strade delle Madonie la Targa Florio, che dura come gara di velocità fino al 1977. La storia della corsa è nella guida alla Targa Florio.
Il Novecento è anche il secolo dell’emigrazione. Non abbiamo trovato dati affidabili paese per paese sull’emigrazione storica, quindi non diamo numeri. Abbiamo invece i dati recenti: secondo un’analisi del Sole 24 Ore su dati Istat, tra il 2002 e il 2021 solo tre comuni su 21 dell’area madonita sono cresciuti (Cefalù, Campofelice di Roccella e Lascari) e il calo complessivo è stato di oltre il 23,5 per cento, più di 11.000 abitanti. Lo stesso articolo nota che chi parte va soprattutto al Nord, in cerca di lavoro dopo la laurea.
Il Parco delle Madonie era previsto dalla legge regionale 98 del 1981 ed è stato istituito il 9 novembre 1989. Copre 39.679 ettari tra i fiumi Imera e Pollina, in quindici comuni: Caltavuturo, Castelbuono, Castellana Sicula, Cefalù, Collesano, Geraci Siculo, Gratteri, Isnello, Petralia Soprana, Petralia Sottana, Polizzi Generosa, Pollina, San Mauro Castelverde, Scillato e Sclafani Bagni.
Dal 2001 fa parte della rete europea dei geoparchi e dal 17 novembre 2015 è un UNESCO Global Geopark (Ente Parco delle Madonie, relazione 2025). La natura del parco è raccontata nella sezione Natura.
Molti nomi delle Madonie hanno una storia, e qualche leggenda:
I paesi uno per uno sono nella sezione Borghi; le altre guide di storia e cultura nella sezione Storia e cultura.
Aggiornata il 19 ottobre 2026
16 m s.l.m.
Il Duomo normanno, la Rocca e il mare ai piedi delle Madonie
631 m s.l.m.
Il paese sotto la Rocca di Sciara
1077 m s.l.m.
La prima capitale dei Ventimiglia, sopra i boschi delle Madonie
423 m s.l.m.
Il paese del castello dei Ventimiglia, della manna e della testa di turco
1147 m s.l.m.
Il comune più alto delle Madonie, Borgo dei Borghi 2018
1039 m s.l.m.
La sede del Parco delle Madonie, ai piedi di Piano Battaglia
920 m s.l.m.
Il paese dell'Abies nebrodensis, dello sfoglio e del fagiolo badda
470 m s.l.m.
Ceramica, castello e il museo della Targa Florio
583 m s.l.m.
Il paese delle stelle, sotto le rocce delle Madonie
755 m s.l.m.
Il borgo murato sulla rupe e la sorgente calda
774 m s.l.m.
Il paese delle borgate e dei murales
239 m s.l.m.
Sorgenti, mulini ad acqua e arance
1011 m s.l.m.
Il Borgo dei Borghi 2014, tutto in pietra sul Monte Marone
Cultura
I castelli delle Madonie paese per paese: Castelbuono con il museo, i ruderi di Geraci, Collesano, Caltavuturo, Isnello, Pollina e la Rocca di Cefalù.
Cultura
Le chiese delle Madonie: il Duomo normanno di Cefalù, le chiese madri con i marmi dei Gagini, il Giudizio di Gangi, il trittico di Polizzi e Gibilmanna.
Cultura
I musei delle Madonie: Mandralisca a Cefalù, Museo Civico nel castello di Castelbuono, Minà Palumbo, Targa Florio, geologia, sale e civiltà contadina.
Cultura
La Targa Florio nasce nel 1906 sulle strade delle Madonie: storia della corsa, i tre circuiti, Floriopoli, il museo di Collesano e le gare che si corrono oggi.
Cultura