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Storia e cultura delle Madonie

Storia delle Madonie: dalle grotte preistoriche a oggi

La storia delle Madonie: grotte preistoriche, Greci e Romani, Arabi, Normanni, la contea dei Ventimiglia, l'età moderna, il Parco e lo spopolamento.

Scalinata di pietra tra le rocce chiare della rupe di Terravecchia, sopra Caltavuturo, dove stava il paese medievale
Davide Mauro / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

La storia delle Madonie comincia nelle grotte, con insediamenti del Neolitico e dell’Eneolitico, passa per le città greche e romane della costa e dell’interno, per le rocche arabe e per i castelli normanni. Dal Duecento al Seicento il territorio è diviso in contee feudali, la più potente quella dei Ventimiglia di Geraci e Castelbuono. Nel Novecento arrivano la Targa Florio, l’emigrazione e, nel 1989, il Parco delle Madonie.

In breve

  • Preistoria: Grotta del Vecchiuzzo (Petralia Sottana), grotte di Isnello, valle di Castelbuono.
  • Greci e Romani: Kephaloidion (Cefalù), Petra (Petralia), l’abitato ellenistico di Monte Riparato (Caltavuturo).
  • Arabi: Cefalù conquistata nell’858; i nomi arabi di Caltavuturo, Petralia (Batraliah) e Isnello (Menzil al Himar).
  • Normanni: conquista tra il 1062 e il 1072, Duomo di Cefalù dal 1131.
  • Ventimiglia: conti di Geraci dal 1258, a Castelbuono dal 1454, marchesi dal 1436.
  • Oggi: Parco delle Madonie dal 1989, UNESCO Global Geopark dal 2015.

Una linea del tempo delle Madonie

Questa tabella mette in fila le date principali. Le fonti sono indicate in ciascuna sezione qui sotto.

Anno Cosa succede
IV-III millennio a.C. si abita la Grotta del Vecchiuzzo, vicino a Petralia Sottana
fine V secolo a.C. Kephaloidion, l’odierna Cefalù, è un centro indigeno aperto ai commerci
254 a.C. Cefalù e Petra (Petralia) passano ai Romani nella prima guerra punica
858 gli Arabi conquistano Cefalù
881-882 battaglia di Caltavuturo tra Bizantini e Aghlabidi
938 Halil sottomette le rocche di Caltavuturo, Collesano e Sclafani
1062 i Normanni conquistano Petralia
1072 Geraci diventa capitale di una contea normanna
1131 Ruggero II fonda il Duomo di Cefalù
1234 Federico II dà a Polizzi il titolo di Generosa
1258 la contea di Geraci passa ai Ventimiglia
1317 Francesco I Ventimiglia fonda il castello di Castelbuono
1451 Cefalù viene riscattata dal vescovo
1454 i Ventimiglia spostano la residenza a Castelbuono
1693 il terremoto rende inagibile il castello di Collesano
1788 gli abitanti di Isnello ricomprano le terre della contea
1906 prima Targa Florio
1989 nasce il Parco delle Madonie
2015 il Parco diventa UNESCO Global Geopark

Preistoria: le grotte delle Madonie

Le prime tracce umane sulle Madonie stanno nelle grotte, nei calcari che formano queste montagne.

La più studiata è la Grotta del Vecchiuzzo, vicino a Petralia Sottana. L’hanno esplorata per primi Collisani e Carapezza nel 1936 e scavata dal 1937: è stata usata come abitazione e forse come santuario, con i resti di almeno quindici persone (Lauria e Messina, 2013). Oggi i reperti di Petralia stanno nel Museo Civico Antonio Collisani.

L’Ente Parco segnala anche reperti dell’Eneolitico nelle grotte del territorio di Isnello e insediamenti già dal Neolitico nella valle dove sorge Castelbuono.

Greci e Romani

Sulla costa, Kephaloidion, l’odierna Cefalù, era secondo l’Ente Parco un centro indigeno della fine del V secolo a.C., cresciuto grazie ai contatti con i popoli che passavano per la Sicilia. Nel 254 a.C. i Romani la presero con l’inganno e ne fecero una città decumana, cioè tenuta a pagare la decima: diventò Cephaloedium.

All’interno c’era Petra, all’origine di Petralia. Nello stesso 254 a.C., durante la prima guerra punica, gli abitanti aprirono le porte ai consoli romani e passarono dai Cartaginesi a Roma. Petra diventò anche lei città decumana e una grande produttrice di grano (Ente Parco).

Il nome di Geraci viene dal greco ierax, avvoltoio, e l’Ente Parco data a circa il 550 a.C. un insediamento greco sulla rocca. Sopra Caltavuturo, sul Monte Riparato, gli scavi dal 1975 hanno trovato un abitato ellenistico con terme del III secolo a.C. e le necropoli di Santa Venere e Pizzo Sant’Angelo; i reperti sono al Museo Civico di Caltavuturo.

A Gangi il museo di Palazzo Sgadari espone reperti da Monte Alburchia, dove alcuni studiosi collocano Engyon, la città di fondazione cretese citata dalle fonti antiche: una questione ancora aperta.

Bizantini e Arabi

Dopo Roma la Sicilia passa ai Vandali, ai Goti e all’Impero d’Oriente. L’Ente Parco attribuisce all’età bizantina i ruderi del castello di Isnello e l’origine di Polizzi, allora chiamata Baseapolis, città del re.

Gli Arabi conquistano Cefalù nell’858 e la chiamano Gafludi. Petralia diventa Batraliah, Isnello Menzil al Himar, villaggio fortificato (Ente Parco). Il nome di Caltavuturo viene da Qal’at Abi Thawr, il castello di Abi Tur: secondo le cronache, nell’881-882 qui un esercito bizantino sconfisse quello aghlabide guidato da Abu Thawr. Un’altra spiegazione del nome è “rocca dell’avvoltoio”.

Collesano nasce come città araba su Monte d’Oro, la montagna che sovrasta il paese a ovest, dove restano tracce dell’abitato antico (Ente Parco). Nel 938, secondo la Cronaca di Cambridge, il capo militare Halil sottomise le rocche di Caltavuturo, Collesano e Sclafani.

I Normanni (1060-1194)

I Normanni del conte Ruggero arrivano negli anni Sessanta dell’XI secolo. Petralia cade nel 1062 e Ruggero ne fortifica castello, torri e bastioni. Nel 1063 prende Cefalù. Nel 1072 Geraci diventa capitale di una contea (Ente Parco).

Le Madonie diventano terra di signorie. La contessa Adelasia, nipote di Ruggero, fa crescere Polizzi, dove convivono Greci, Arabi, Latini ed Ebrei, e costruisce il castello di Collesano. Re Ruggero II fonda la Collesano di oggi tra il 1130 e il 1140 e nel 1131 avvia il Duomo di Cefalù, con la diocesi.

Dei Normanni restano il Duomo, oggi patrimonio UNESCO, e i castelli rifatti sulle rocche. Li trovi nelle guide alle chiese e ai castelli delle Madonie.

Le contee feudali e i Ventimiglia

Con gli Svevi arriva un segno di favore: nel 1234 Federico II concede a Polizzi il titolo di Generosa. Polizzi resterà quasi sempre città demaniale, cioè del re e non di un feudatario, difendendo la sua indipendenza (Ente Parco).

Il resto del territorio è diviso in contee. La più importante è quella di Geraci, che nel 1258 passa a Enrico Ventimiglia, di famiglia genovese, sposando Elisabetta Creon (Orazio Cancila; l’Ente Parco indica il 1252). I Ventimiglia governano da Geraci, fondano Castelbuono nel 1317, diventano marchesi nel 1436, primo titolo di questo rango nel Regno di Sicilia, e nel 1454 portano la corte e le reliquie di Sant’Anna a Castelbuono.

Le altre signorie:

  • Collesano: dopo il Vespro passa ai Siracusa, ai Ventimiglia per alcuni decenni, poi ai Centelles, ai Cardona e ai Moncada, che la tengono fino al Settecento.
  • Sclafani: nella prima metà del Trecento è di Matteo Sclafani, uno dei signori più ricchi della Sicilia, che costruisce le mura e rifà il castello.
  • Isnello: passa agli Abbate, ai Filangeri, ai Ventimiglia e ai Santacolomba; nel 1453 Arnaldo Santacolomba ottiene da Alfonso il Magnanimo il potere di fare leggi.
  • Cefalù: dopo la morte di Federico II passa da un feudatario all’altro fino al 1451, quando viene riscattata dal vescovo.

La storia della famiglia dei Ventimiglia, castello per castello, è nel nostro articolo sui castelli dei Ventimiglia.

Età moderna: chiese, conventi e nuovi paesi (1500-1800)

Tra Cinquecento e Settecento le Madonie si riempiono di chiese, conventi e opere d’arte: è l’epoca dei marmi dei Gagini, dei dipinti dello Zoppo di Gangi, dei crocifissi di Frate Umile da Petralia.

Polizzi Generosa vive il suo periodo più ricco nel Rinascimento, perché è il nodo di due trazzere regie, la “Messina Montagne” e la “Montagna-Marine”. La peste della fine del Cinquecento ne dimezza gli abitanti (Ente Parco). Collesano cresce sotto i Cardona e i Moncada e sviluppa la ceramica, per cui è conosciuta ancora oggi.

Nascono anche paesi nuovi. Castellana Sicula si forma nel Seicento con contadini venuti dai paesi vicini nella pianura fertile; il duca di Ferrandina ottiene da Filippo V di Spagna il diritto di fondare nuovi borghi (Ente Parco). Scillato cresce intorno ai mulini sulle sorgenti: tredici, costruiti tra il 1156 e il 1800, e diventa comune autonomo solo nel 1961.

Il terremoto del 1693 rende inagibile il castello di Collesano. Nel 1742 a Cefalù aprono i consolati di commercio di Francia, Danimarca, Svezia e Norvegia, e la città diventa una tappa del Grand Tour. Nel 1788 gli abitanti di Isnello ricomprano le terre della contea e si liberano dei baroni.

Ottocento e Novecento

Nell’Ottocento lo Stato confisca i beni ecclesiastici: a Caltavuturo, per esempio, i frati lasciano il convento di San Francesco nel 1886 (Ente Parco). Oggi quel convento ospita il Museo Civico.

Nel 1906 Vincenzo Florio porta sulle strade delle Madonie la Targa Florio, che dura come gara di velocità fino al 1977. La storia della corsa è nella guida alla Targa Florio.

Il Novecento è anche il secolo dell’emigrazione. Non abbiamo trovato dati affidabili paese per paese sull’emigrazione storica, quindi non diamo numeri. Abbiamo invece i dati recenti: secondo un’analisi del Sole 24 Ore su dati Istat, tra il 2002 e il 2021 solo tre comuni su 21 dell’area madonita sono cresciuti (Cefalù, Campofelice di Roccella e Lascari) e il calo complessivo è stato di oltre il 23,5 per cento, più di 11.000 abitanti. Lo stesso articolo nota che chi parte va soprattutto al Nord, in cerca di lavoro dopo la laurea.

Il Parco delle Madonie e il Geopark

Il Parco delle Madonie era previsto dalla legge regionale 98 del 1981 ed è stato istituito il 9 novembre 1989. Copre 39.679 ettari tra i fiumi Imera e Pollina, in quindici comuni: Caltavuturo, Castelbuono, Castellana Sicula, Cefalù, Collesano, Geraci Siculo, Gratteri, Isnello, Petralia Soprana, Petralia Sottana, Polizzi Generosa, Pollina, San Mauro Castelverde, Scillato e Sclafani Bagni.

Dal 2001 fa parte della rete europea dei geoparchi e dal 17 novembre 2015 è un UNESCO Global Geopark (Ente Parco delle Madonie, relazione 2025). La natura del parco è raccontata nella sezione Natura.

Nomi e leggende dei paesi

Molti nomi delle Madonie hanno una storia, e qualche leggenda:

  • Caltavuturo: il castello di Abi Tur o la rocca dell’avvoltoio, a seconda degli storici.
  • Geraci: dal greco ierax, avvoltoio, per la rocca imprendibile.
  • Castellana Sicula: secondo l’Ente Parco il duca di Ferrandina, feudatario del luogo, avrebbe chiamato così il paese in omaggio alla moglie, una nobile della famiglia spagnola dei Castellana. È una spiegazione probabile, non provata.
  • Cefalù: la tradizione vuole che Ruggero II abbia costruito il Duomo per un voto, dopo essere scampato a una tempesta approdando sulla spiaggia.
  • Pollina: la tradizione locale dice che la Chiesa Madre sorge su un antico tempio di Apollo e che la statua della Madonna col Bambino venga da una statua pagana di Diana o di Cerere (Consorzio Cefalù Madonie Himera).

Dove vedere la storia delle Madonie

  • Musei: il Museo Civico di Castelbuono, il Museo Civico di Caltavuturo, il Museo Collisani di Petralia Sottana, il Civico Museo Archeologico di Polizzi Generosa e Palazzo Sgadari a Gangi. Sono tutti nella guida ai musei delle Madonie.
  • Luoghi: la rupe di Terravecchia a Caltavuturo, la Rocca di Cefalù con il Tempio di Diana e il castello (scheda del sentiero della Rocca di Cefalù), i ruderi di Geraci Siculo.
  • Feste storiche: la Giostra dei Ventimiglia a Geraci Siculo, il primo weekend di agosto.

I paesi uno per uno sono nella sezione Borghi; le altre guide di storia e cultura nella sezione Storia e cultura.

Domande frequenti

Chi ha governato le Madonie nel Medioevo?
Dopo la conquista normanna, tra il 1062 e il 1072, il conte Ruggero divise il territorio in signorie: Geraci divenne capitale di una contea già nel 1072. Dal 1258 la contea di Geraci passò ai Ventimiglia, che la tennero per secoli e spostarono la corte a Castelbuono nel 1454. Altre contee erano Collesano e Sclafani, mentre Polizzi restò quasi sempre città demaniale.
Perché si chiama Polizzi Generosa?
Nel 1234 l'imperatore Federico II concesse a Polizzi il titolo di Generosa, che da allora fa parte del nome. Secondo l'Ente Parco delle Madonie in epoca bizantina il paese si chiamava Baseapolis, città del re. Nel Rinascimento fu il nodo di due trazzere regie e si riempì di chiese e conventi.
Cosa significa il nome Caltavuturo?
Il nome viene dall'arabo. Secondo alcuni storici deriva da Qal'at Abi Thawr, il castello di Abi Tur, il comandante che combatté qui durante la conquista islamica della Sicilia; secondo altri vuol dire rocca dell'avvoltoio, dall'arabo qal'at (rocca) e dal siciliano vuturu (avvoltoio). Il paese medievale stava sulla rupe di Terravecchia.
Quali sono i resti più antichi delle Madonie?
Le tracce più antiche vengono dalle grotte. Nella Grotta del Vecchiuzzo, vicino a Petralia Sottana, scavata dal 1937, sono stati trovati reperti del Neolitico e dell'Eneolitico e i resti di almeno quindici persone. L'Ente Parco segnala anche reperti eneolitici nelle grotte di Isnello e insediamenti neolitici nella valle di Castelbuono.
Quando è nato il Parco delle Madonie?
Il Parco delle Madonie, previsto dalla legge regionale 98 del 1981, è stato istituito il 9 novembre 1989. Copre 39.679 ettari in quindici comuni. Dal 2001 fa parte della rete europea dei geoparchi e dal 17 novembre 2015 è un UNESCO Global Geopark, secondo la relazione dell'Ente Parco.
Le Madonie si stanno spopolando?
Il calo è forte. Secondo un'analisi del Sole 24 Ore su dati Istat, tra il 2002 e il 2021 solo tre comuni su 21 dell'area madonita sono cresciuti (Cefalù, Campofelice di Roccella e Lascari); nel complesso la popolazione è calata di oltre il 23,5 per cento, più di 11.000 persone.

Fonti

Aggiornata il 19 ottobre 2026