Vai al contenuto

Info pratiche

Scala CAI e sicurezza sulle Madonie: T, E, EE, EEA, EAI

Cosa significano T, E, EE, EEA ed EAI nella scala CAI, come leggere i segnavia, cosa portare e chi chiamare in emergenza sui sentieri delle Madonie.

Redazione Le Madonie · · 10 min di lettura

La scala del Club Alpino Italiano divide i sentieri in T (turistico), E (escursionistico), EE (per escursionisti esperti) ed EEA (ferrate), più EAI per i percorsi con le racchette da neve. È la classificazione approvata dal CAI il 20 novembre 2021. Sulle Madonie quasi tutti i sentieri delle nostre schede sono E. In emergenza chiami il 112.

In breve

  • T: carrarecce, mulattiere, sentieri evidenti, pendenze modeste.
  • E: la maggior parte dei sentieri, con tratti ripidi e facili passaggi su roccia.
  • EE: terreno impervio, pendii ripidi o scivolosi, tratti esposti.
  • EEA: vie ferrate, con imbragatura, kit da ferrata e casco.
  • EAI: escursioni con racchette da neve, in tre livelli.
  • Emergenza: 112, chiedendo un soccorso sanitario in ambiente montano. L’operatore passa la chiamata al 118, che attiva il Soccorso Alpino.

La scala CAI in una tabella

Sigla Nome Esempio sulle Madonie
T turistico Rocca di Cefalù
E escursionistico Pizzo Carbonara, Bosco di Castelbuono
EE escursionisti esperti Monte Quacella
EEA ferrate nessuna scheda di questo sito
EAI ambiente innevato percorsi con ciaspole a Piano Battaglia

Gli esempi vengono dalle nostre schede: la Rocca di Cefalù è T, Pizzo Carbonara e il Bosco di Castelbuono sono E, Monte Quacella è EE. Tutti i sentieri sono in Sentieri e camminate.

T, turistico

Per il CAI sono percorsi su carrarecce, mulattiere o sentieri evidenti, senza incertezze di orientamento, con pendenze modeste e dislivelli contenuti. Servono conoscenze di base e un minimo di allenamento a camminare. Abbigliamento e scarpe adatti restano comunque richiesti.

Sulle Madonie è T la salita alla Rocca di Cefalù, su scalini e sentiero lastricato tra le mura medievali.

E, escursionistico

È la categoria più comune. Per il CAI sono mulattiere, sentieri e a volte tracce, su terreni diversi: pascoli, sottobosco, detriti, pietraie. Di solito sono segnalati, possono avere tratti ripidi e facili passaggi su roccia non esposti, dove usi le mani per l’equilibrio. Possono attraversare tratti pianeggianti di neve residua.

Servono senso dell’orientamento, esperienza di escursioni e allenamento, con particolare attenzione alle scarpe.

E non vuol dire facile per tutti. L’anello di Pizzo Carbonara è E, ma secondo la nostra scheda sono circa 7 km in 2 ore e 30 senza soste, su un altopiano carsico dove con la nebbia i riferimenti spariscono.

EE, per escursionisti esperti

Il CAI descrive percorsi quasi sempre segnalati, ma su terreno impervio o infido: pendii ripidi o scivolosi di erba, roccette, detriti spesso instabili. Possono avere tratti esposti, traversi, cenge e passaggi su roccia con lievi difficoltà tecniche. Le ferrate vere e proprie sono escluse.

Servono ottima esperienza, capacità di orientamento, passo sicuro, assenza di vertigini e buona preparazione fisica.

Sulle Madonie il Monte Quacella è EE: pendii ripidi e pietraie, con una traccia che a tratti si vede poco. Con nebbia o terreno bagnato scegli un altro giro.

EEA, ferrate

Sono itinerari con tratti di roccia attrezzati con cavi, catene, scale e staffe. Richiedono dispositivi di protezione certificati (imbragatura, kit da ferrata, casco) e una preparazione tecnica adeguata.

Il CAI le divide a loro volta in cinque gradi: F (facile), PD (poco difficile), D (difficile), MD (molto difficile) ed ED (estremamente difficile). Tra i sentieri che abbiamo pubblicato sulle Madonie non ci sono ferrate.

EAI, con le racchette da neve

È la sigla per le escursioni con le ciaspole, su pendenze fino a 25 gradi. Il CAI la divide in tre livelli:

  • EAI-F (facile): pendenza media sotto i 10 gradi, dislivello di solito entro i 400 metri, nessun pendio ripido sopra. ARTVA, pala e sonda sono consigliati.
  • EAI-PD (poco difficile): pendenze tra 10 e 15 gradi, con tratti vicino a pendii che possono staccare valanghe. ARTVA, pala e sonda sono indispensabili, insieme alla capacità di leggere il bollettino neve.
  • EAI-D (difficile): pendenze fino a 25 gradi. Oltre ad ARTVA, pala e sonda possono servire piccozza e ramponi.

D’inverno anche le Madonie hanno un bollettino valanghe: il Meteomont copre i rilievi della Sicilia ed esce ogni giorno alle 14. Per la neve a Piano Battaglia leggi la nostra guida a Piano Battaglia d’inverno e la pagina sulla sicurezza sulla neve.

Cosa la sigla non ti dice

Il CAI lo scrive chiaramente: stabilire la difficoltà con criteri oggettivi è impossibile, perché ognuno la percepisce in base alla propria esperienza. La sigla riguarda il terreno. Non tiene conto del meteo, dell’ora a cui parti, della tua forma di quel giorno.

Un caso vero. Il 2 settembre 2023 una comitiva ha lasciato i camper alla Battaglietta e nel tardo pomeriggio è salita su Pizzo Carbonara, con l’idea di scendere col buio. In discesa, su un tratto ripido fuori sentiero, un escursionista di 65 anni è caduto e ha riportato un trauma cranico. L’ha recuperato la squadra Madonie del Soccorso Alpino (BlogSicilia).

Il sentiero era un E. La difficoltà l’hanno creata l’orario e l’uscita dal tracciato.

Come leggere i segnavia CAI

Secondo il quaderno del CAI sulla segnaletica dei sentieri, i segni sono di due tipi:

  • Segnaletica verticale: le tabelle all’inizio del sentiero e agli incroci principali. La tabella a freccia indica la meta e il tempo indicativo a piedi per un escursionista medio; ha la punta rossa e la coda rosso-bianco-rossa. La tabella località riporta nome e quota del posto in cui sei.
  • Segnaletica orizzontale: i segni a vernice bianco-rossi o rosso-bianco-rossi su sassi e alberi, che confermano che sei sulla strada giusta. Quelli rosso-bianco-rossi possono contenere il numero del sentiero.

I sentieri CAI hanno un numero di tre cifre: la prima indica il settore, le altre due il sentiero. L’anello di Pizzo Carbonara, per esempio, è segnato come 551 su OpenStreetMap, con la sezione CAI di Petralia Sottana come gestore.

Se trovi la tabella “Sentiero per escursionisti esperti” all’imbocco, il percorso ha caratteristiche alpinistiche: esposto, in parte attrezzato o molto lungo in ambiente selvaggio.

I rischi tipici delle Madonie

Le Madonie arrivano quasi a 2.000 metri: Pizzo Carbonara è a 1.979, Pizzo Antenna Grande a 1.977, Monte San Salvatore a 1.912 (Ente Parco delle Madonie). Ecco i rischi che contano di più qui.

  • Nebbia: sull’altopiano di Pizzo Carbonara i punti di riferimento spariscono in fretta. Con poca visibilità torna indietro sulla traccia dell’andata.
  • Niente acqua lungo i sentieri: fuori dalle zone turistiche il Parco non ha punti acqua, ristoro o servizi igienici (Ente Parco delle Madonie).
  • Freddo e vento in quota: il Parco ricorda che alle quote più alte il clima può cambiare e la temperatura scendere in fretta.
  • Rocce e pareti: la roccia si erode e può cadere materiale. Non sostare sotto le pareti (Ente Parco delle Madonie).
  • Grotte e cavità: è vietato entrare, salvo quelle segnalate come luoghi di interesse e solo lungo il percorso indicato.
  • Alberi monumentali: nel settembre 2026 l’Ente Parco ha chiesto di non sostare alla base dei grandi alberi, perché rami secchi o pesanti possono staccarsi anche senza vento. Con allerta meteo è vietato frequentare i boschi.
  • Controllo della fauna: l’Ente Parco pubblica avvisi di “zona di pericolo” per le giornate di controllo della fauna con armi da fuoco, dall’alba al tramonto, con le contrade interessate. Il 14 ottobre 2026, per esempio, l’avviso riguardava cinque contrade di Petralia Sottana. Controlla la sezione avvisi del sito del Parco.
  • Animali: il Parco stima tra 1.500 e 3.000 suidi (cinghiali e incroci con maiali inselvatichiti) nell’area protetta. Se incontri animali selvatici o al pascolo, non avvicinarti.
  • Allerta meteo e incendi: con allerta arancione o rossa della Protezione Civile regionale valgono linee guida specifiche per chi frequenta il territorio. Con rischio incendi il Parco chiede di non fare escursioni.

Cosa portare

Il Parco consiglia scarpe da escursionismo chiuse e comode: niente tacchi, zeppe, infradito o ciabatte. Per il resto questa è la nostra lista minima per un sentiero E:

  1. Acqua: almeno 2 litri a testa per un giro come Pizzo Carbonara.
  2. Abbigliamento a strati, giacca antivento e uno strato caldo, anche d’estate.
  3. Mappa scaricata sul telefono, perché ai bivi delle piste forestali è facile sbagliare.
  4. Telefono carico e, se puoi, una batteria di riserva.
  5. Una luce frontale, se c’è il rischio di rientrare tardi.

Prima di partire guarda le previsioni in quota e di’ a qualcuno dove vai.

Cosa fare in caso di incidente

In Sicilia è attivo il Numero Unico di Emergenza 112. La centrale della Sicilia occidentale, che risponde per le province di Palermo, Trapani e Agrigento, è nata il 21 maggio 2019 (Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia).

Per un incidente su un sentiero chiama il 112 e specifica che serve un soccorso sanitario in ambiente montano o impervio. L’operatore applica la procedura per gli ambienti montani e passa la chiamata alla centrale del 118, che attiva il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. È la procedura indicata dal Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano.

Il CNSAS e il CAI distribuiscono anche GeoResQ, un’app gratuita che invia l’allarme al Soccorso Alpino con la tua posizione e il percorso.

Un esempio di come va un soccorso sulle Madonie. Nel maggio 2024 un’escursionista di 63 anni, scendendo da Pizzo Carbonara, si è fratturata una caviglia vicino a Pizzo Scalonazzo. Due compagni sono scesi al Rifugio Marini e da lì hanno chiamato il Soccorso Alpino, partito con due squadre da Petralia Sottana. L’hanno portata in barella per circa un chilometro fino alla strada di Piano Battaglia (BlogSicilia).

Le regole del Parco delle Madonie

Nel giugno 2026 l’Ente Parco ha pubblicato l’elenco dei divieti. Nel parco è vietato:

  • raccogliere, danneggiare o portare via piante o parti di esse;
  • cacciare e introdurre armi;
  • catturare o disturbare gli animali selvatici;
  • accendere fuochi;
  • campeggiare o bivaccare;
  • abbandonare rifiuti;
  • entrare nelle grotte non segnalate;
  • scavalcare o appoggiarsi alle staccionate;
  • attraversare i boschi percorsi da incendio;
  • lasciare l’auto fuori dai parcheggi.

Molte aree del parco, anche se non recintate, sono private e possono essere chiuse al passaggio. Per conoscere il territorio prima di partire c’è la sezione Info pratiche.

Domande frequenti

Cosa vuol dire E su un sentiero?
E sta per escursionistico ed è la categoria più comune della scala CAI. Indica sentieri, mulattiere o tracce di solito segnalati, che possono avere tratti ripidi e facili passaggi su roccia non esposti. Servono orientamento, un po' di esperienza, allenamento e scarpe adatte.
Che differenza c'è tra E ed EE?
Un sentiero EE passa su terreno impervio o infido, con pendii ripidi o scivolosi, detriti instabili e a volte tratti esposti. Richiede ottima esperienza, passo sicuro e assenza di vertigini. Un E resta su terreno più regolare e con passaggi su roccia facili e non esposti.
Cosa significa EEA?
EEA indica le vie ferrate, cioè itinerari con tratti di roccia attrezzati con cavi, catene e scale. Servono imbragatura, kit da ferrata e casco certificati. Il CAI le gradua da F (facile) a ED (estremamente difficile).
Cosa significa EAI?
EAI indica le escursioni in ambiente innevato con le racchette da neve, su pendenze fino a 25 gradi. Ha tre livelli: facile, poco difficile e difficile. Dal livello poco difficile ARTVA, pala e sonda sono indispensabili.
Ci sono vie ferrate sulle Madonie?
Tra i sentieri pubblicati su questo sito non ce n'è nessuna. I percorsi più impegnativi delle nostre schede sono EE, come il Monte Quacella.
Che numero chiamo per il Soccorso Alpino in Sicilia?
Il 112. Spiega che serve un soccorso sanitario in ambiente montano o impervio: l'operatore passa la chiamata al 118, che attiva il Soccorso Alpino e Speleologico. In Sicilia occidentale il 112 è attivo dal 21 maggio 2019.
Si può campeggiare nel Parco delle Madonie?
Il regolamento del Parco vieta campeggio e bivacco nell'area protetta, insieme ai fuochi. Per dormire in quota ci sono rifugi e strutture: le trovi in dove dormire sulle Madonie.

Fonti

Pagina aggiornata il 19 ottobre 2026