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Dove vedere il foliage sulle Madonie: 6 posti tra faggete, agrifogli e aceri, il periodo giusto, come arrivare da Palermo e Cefalù, regole del parco.
Il foliage sulle Madonie si vede nelle faggete d’alta quota, che secondo l’ISPRA crescono quasi solo tra 1.500 e oltre 1.900 metri: Piano Battaglia e Monte Mufara, l’anello di Pizzo Carbonara, Monte San Salvatore, Piano Pomo e il Vallone Madonna degli Angeli. Il periodo indicato dalle guide locali va da ottobre alla prima metà di novembre. Da Palermo a Piano Battaglia sono circa 97 km.
In breve
Il faggio è un albero del Centro e del Nord Europa. Sulle Madonie arriva al suo capolinea e non scende più in basso: per questo lo trovi quasi solo sopra i 1.500 metri, nelle zone più fresche e meno assolate. Lo scrive la scheda naturalistica dell’ISPRA dedicata al Geoparco delle Madonie.
La stessa scheda cita un caso che vale la gita. Nel Vallone Madonna degli Angeli, a Polizzi Generosa, faggio e leccio stanno sui due versanti opposti della valle: il faggio su quello in ombra, il leccio su quello al sole. In autunno uno ingiallisce, l’altro resta verde.
Sulle Madonie vivono anche altre piante dei paesi freddi, come l’olmo montano, la rovere e l’acero montano (sempre ISPRA). Perdono le foglie d’inverno e in autunno cambiano colore insieme ai faggi.
Nessun ente pubblica un calendario del foliage sulle Madonie. Le guide locali indicano un arco che va da ottobre alla prima metà di novembre: lo scriveva già Balarm nel 2017. Nel 2024, per esempio, una guida ambientale AIGAE ha portato un gruppo nella faggeta di Portella Colla “in un contesto cromatico tipicamente autunnale” il 3 novembre.
Il colore dipende dal freddo notturno, dal vento e dalla pioggia dell’anno. Una perturbazione forte può spogliare i rami in pochi giorni, quindi conviene guardare la situazione prima di partire:
Nel 2026 l’ultimo weekend di ottobre coincide con il Funghi Fest di Castelbuono e con la Festa dei Sapori Madoniti d’Autunno a Petralia Sottana, tutti e due dal 23 al 25 ottobre. Puoi unire bosco e sagra, ma aspettati più traffico. Programmi e consigli per fare tutte e due le feste sono nel nostro articolo sul weekend del 23-25 ottobre.
| Posto | Comune | Partenza |
|---|---|---|
| Piano Battaglia e Monte Mufara | Petralia Sottana | Piano Battaglia |
| Anello di Pizzo Carbonara | Petralia Sottana, Isnello | Piano Battaglia |
| Monte San Salvatore | Polizzi Generosa | Portella Colla |
| Vallone Madonna degli Angeli | Polizzi Generosa | SP119, Portella Colla |
| Piano Pomo | Castelbuono, Petralia Sottana | Piano Sempria |
| Piano Zucchi | Isnello | Piano Zucchi |
È la faggeta più comoda da raggiungere: Balarm la descrive come una delle più belle e meglio accessibili della Sicilia. Il pianoro sta a circa 1.600 metri, tra il Monte Mufara e il Monte San Salvatore (Città Metropolitana di Palermo).
Se non vuoi salire in vetta hai due sentieri segnalati. Il sentiero geologico Battaglietta-Portella Colla è lungo circa 5,2 km, con 12 punti di osservazione su rocce e fossili del Geopark. Il sentiero didattico Filippo Arena sale sulle pendici del Mufara.
Pizzo Carbonara, 1.979 metri, è la cima più alta delle Madonie. L’anello da Piano Battaglia sale nella faggeta e poi esce sull’altopiano carsico, dove il bosco finisce e il calcare affiora in lastre e doline.
Secondo la scheda del sentiero di Pizzo Carbonara sono circa 7 km in 2 ore e 30, soste escluse, difficoltà E. In autunno la nebbia sale in fretta: se sull’altopiano non vedi più i segnavia, torna indietro.
Il San Salvatore arriva a 1.912 metri (Ente Parco delle Madonie). La salita da Portella Colla passa per faggete d’alta quota e torna per la stessa strada.
Trovi partenza e consigli nella scheda di Monte San Salvatore. In quota il vento può essere forte anche d’estate: porta una giacca antivento anche se a valle fa caldo.
È il vallone dell’Abies nebrodensis, l’abete che cresce spontaneo solo qui. L’Ente Parco conta 30 individui, sparsi tra il vallone, Monte Cavallo, Monte Pene e Monte Scalone.
In autunno vedi tre colori insieme: il verde scuro degli abeti, il giallo dei faggi e il verde dei lecci sul versante opposto. Balarm consiglia di parcheggiare lungo la SP119 (Polizzi-Portella Colla) vicino al km 8. Il percorso è nella scheda del sentiero dell’Abies nebrodensis.
Lungo il sentiero natura che parte da Piano Sempria, dopo circa 1,3 km, entri nel bosco di agrifogli di Piano Pomo: 317 alberi, a circa 1.400 metri, con un’età massima stimata di 350 anni (Ente Parco delle Madonie). Gli agrifogli restano verdi tutto l’anno, quindi in autunno fanno da contrasto ai faggi gialli.
Accanto al bosco c’è il faggio monumentale di Piano Pomo, alto 26 metri, con un’età stimata tra 350 e 400 anni. Il giro ad anello da Piano Sempria è nella scheda del Bosco di Castelbuono.
Nel settembre 2026 l’Ente Parco ha chiesto agli escursionisti di non sostare alla base degli alberi monumentali: i rami possono staccarsi anche senza vento.
Piano Zucchi, nel territorio di Isnello, sta più in basso e ha un bosco diverso: domina il leccio. L’Ente Parco segnala un leccio monumentale di circa 800 anni a 950 metri e un acero minore a 1.050 metri, con una chioma larga circa 23 metri.
È una buona tappa se scendi da Piano Battaglia verso Isnello o Collesano: la SP54 ci passa davanti.
Le strade sono due. La SP54 sale da Collesano e Isnello (versante di Cefalù) e da Petralia Sottana; la SP119 arriva da Polizzi Generosa e dall’autostrada Palermo-Catania (Città Metropolitana di Palermo), ma da febbraio 2026 è chiusa per una frana vicino a Portella Colla.
| Da | Km fino a Piano Battaglia | Strade principali |
|---|---|---|
| Palermo | 89 | A19, SS113, SP9, SP54 |
| Cefalù | 45 | SP54 bis, SP9, SP54 |
| Catania | 152 | A19, SS120, SP54 |
| Petralia Sottana | 16,5 | SP54 |
| Castelbuono | 35 | SP9, SP54 |
| Polizzi Generosa (a Portella Colla) | 12 | SP119, chiusa per frana da febbraio 2026 |
Distanze calcolate da noi su OpenStreetMap con OSRM. Il calcolatore stima circa 1 ora e 35 da Palermo e 1 ora da Cefalù, senza soste: sulle strade di montagna metti in conto di più.
Lungo la SP54 la Città Metropolitana conta diversi parcheggi, tra cui Piano Zucchi, Portella Colla e i piazzali sul pianoro di Piano Battaglia.
Per l’autunno non esistono dati sull’affluenza. Sappiamo però che nei weekend con la neve la Città Metropolitana stima tra 7.000 e 9.000 presenze al giorno a Piano Battaglia, e che la strada regge male i picchi.
Il consiglio è semplice: se puoi, vai in un giorno feriale. Se vai nel weekend, arriva presto e scegli i posti meno battuti, come Piano Pomo o il Vallone Madonna degli Angeli.
L’Ente Parco ricorda che fuori dalle zone turistiche non ci sono punti acqua, ristoro o servizi igienici. In quota la temperatura può scendere in fretta.
Nel parco è vietato raccogliere o danneggiare piante e parti di esse, accendere fuochi, campeggiare, abbandonare rifiuti e lasciare l’auto fuori dai parcheggi (Ente Parco delle Madonie, elenco dei divieti del giugno 2026). Vale anche per foglie, rami e pigne.
L’Ente Parco pubblica anche avvisi di “zona di pericolo” per le giornate di controllo della fauna con armi da fuoco, con le contrade interessate: controllali prima di uscire dai sentieri principali. Per le altre regole leggi la nostra guida alla sicurezza sui sentieri delle Madonie.
Per stare vicino alle faggete, le basi più comode sono Petralia Sottana (16,5 km da Piano Battaglia) e Castelbuono (35 km). Trovi le strutture in dove dormire a Petralia Sottana e dove dormire a Castelbuono.
A pochi metri dal pianoro c’è il Rifugio Giuliano Marini, che secondo la Città Metropolitana ha 68 posti letto. Per mangiare dopo il giro guarda dove mangiare a Castelbuono.
Pagina aggiornata il 19 ottobre 2026